DEI RE D’INGHILTERRA. 365 Quel trattato, comprendeva le capitolazioni successivamente accordate al commercio britannico dal tempo della regina Elisabetta, e tra le altre la navigazione del mar Nero, ottenuta il 3o ottobre 1799; ma era espressamente convenuto non poter i vascelli da guerra entrar nello stretto dei Dardanelli, nè passar oltre. Credette la Gran Bretagna convenire di far diversioni su parecchi punti del continente, a favore dell’Austria, impegnata in seria guerra colla Francia. Sino dall’anno precedente, era avvenuto un fatto che non fu a sufficienza chiarito. All’epoca in cui l’Austria facea apprestamenti, che aveano in Napoleone risvegliata una seria sollecitudine, il comandante delle forze navali della Gran Bretagna nel Mediterraneo, inviava un parlamentario a Trieste con lettera diretta all’arciduca Carlo, che gli offeriva una fregata per condurlo in Spagna. E difficile a concepire come un ammiraglio inglese potesse proteggere il progetto di un partito spagnuolo innalzando al trono un arciduca austriaco, avendo il suo governo formalmente riconosciuto Ferdinando VII. Nel cominciar di giugno 1809, sir John Stuart, comandante le truppe britanniche in Sicilia, fece apparecchi per gran spedizione. Credevasi nell’isola che avessero per oggetto, di rimettere Ferdinando IV sul trono di Napoli; ma il generale ne’suoi dispacci uffiziali diceva essere sua mira principale di fare un diversivo a favore dell’ Austria. Imbarcatosi con i5,ooo uomini venne ben presto rinforzato dalle truppe sicule che gli recò il principe reale. Il re di Sardegna avea promesso inviare un corpo di 6,000 uomini, nè si sa per qual causa non sia poi esso comparso. Il 13 giugno, una brigata inglese sbarcata nella Calabria Inferiore, s’impadronì di una linea di posti stabiliti dai Francesi sulla spiaggia opposta a Messina, e li smantellò. Il 24 giunse la divisione dell’avanguardo della flottiglia dinnanzi il capo Mi-seno ed attaccò l’isola d’Ischia, difesa da formidabili batterie. Dopo ostinata resistenza, il nemico costretto a ritirarsi nel castello, capitolò il giorno 3o. Nello stesso giorno si arrese Procida; lo che facilitò agl’ Inglesi i mezzi di prender 0 distruggere quaranta grosse scialuppe cannoniere, che tentavano da Gaeta passar a Napoli. La perdita del nemico, in