a9ó CRONOLOGIA STORICA decisione dell’imperatore di Russia relativamente al trattato concluso da d’Oubril. Il 3 settembre, si seppe che quel monarca avea ricusato di ratificare il trattato; la qual determinazione non fu già conseguenza delle rappresentanze fatte dalla Gran Bretagna giacché fu notificata prima dell’arrivo di verun messaggero da Londra, e prima che l’ambasciatore della Gran Bretagna a Petroburgo avesse ricevuto istruzioni dalla sua corte. Àl-l’indomane Talleyrand nell’annunciare questo avvenimento a lord Landerdale lo assicurò esser la Francia pronta a far pace colla sola Inghilterra a condizioni più favorevoli di quelle ch’ella avrebbe ammesso in un caso diverso. Il ministro britannico divenne più esigente, e dichiarò che la condotta leale dell’imperatore di Russia imponeva l’obbligo alla Gran Bretagna di non separar la sua causa da quella del suo alleato. Non c’erano plenipotenziarii russi a Parigi; ma lord Lau-derdale rimosse la difficoltà, notificando il i3 settembre esser egli autorizzato dal suo sovrano che ben conosceva le intenzioni dell’imperatore Alessandro, a comunicare alla Francia le condizioni alle quali quel monarca era disposto di trattare; aggiunse, potersi dare a quelle condizioni la forma di un trattato, ed impegnarsi il re della Gran Bretagna d’impiegare la sua mediazione per ottener l’accessione dell’imperatore di Russia. Le condizioni sulle quali insisteva quella potenza erano, la garanzia della Sicilia per Ferdinando IV, e 10 sgombro dei Francesi dilla Dalmazia. Continuarono le negoziazioni senza frutto: Fox era morto 11 i3 settembre, dopo lunga malattia degenerata in idrope-Nel 24, mosse Napoleone per la guerra contra la Prussia, e, nel a5 lord Lauderdale ricevette l’ultimatum del governo francese: non era fatta parola dHIa Russia, ed egli domandò i suoi passaporti. Una lettera di Talleyrand in data di Magonza del i.° ottobre gli annunciò, essere Champagny autorizzato a consegnarglieli, e unita alla lettera eravi una nota che procurava far credere essersi i successori di Fox emancipati dai suoi principii, e a cui rispose Landerdale col debito vigore e moderazione. La nuova della sua partenza da Parigi, fu alla borsa di Londra sentita con esclamazioni di gioia; lo stesso sentimento manifestò il resto dell’Inghilterra)