DEI RE D’INGIIILTERUA 263 cortes, a cui essa non acconsentì se non con una specie di ripugnanza, e dopo avervi per lunga pezza resistito. Erasi negoziata colla Svezia una prolungazione del trattato di sussidii, convenuto l’8 febbraro 1808. Gustavo Adolfo, non solo voleva un aumento per l’anno 1809, ma anche uu supplemento per coprire il deficit delle sue finanze, e si limitò alla fine ad un milione duecentomila lire in lettere di cambio, trecentomila in piastre, e duecentomila in arredi militari, lo che chiese in termini molto imperativi. Nel tempo stesso, egli prese diverse misure che palesavano la sua intenzione di romperla colla Gran Bretagna. Gli dichiarò il gabinetto di SaintJames, che ove trovasse necessario 0 conveniente ai suoi interessi di conchiudere pace separata con runo o l’altro dei nemici della Gran Bretagna, questa lo assolverebbe di tutte le obbligazioni secolci contratte e man-terrebbesi nella buona intelligenza, ma ricusò espressamente le sue domande di denaro. Allora Gustavo por fece embargo sui navigli inglesi che aveano svernato nel porto di Gotheu-burgo. Rimettendo però bentosto del suo rigore, si contentò di un sussidio di un milione duecentomila lire; lo che gli fu accordato dalla Gran Bretagna per altro da fornirsi iti quattro epoche, ciascuna di trecentomila lire, la prima delle quali nel gennaro, e le altre tre ripartitamente in aprile, luglio ed ottobre. Sotto tali condizioni si segnò, a Stockolrn il i.° marzo 1809, il trattato il quale precedette di pochi giorni soltanto la caduta del solo alleato che rimaneva alla Gran Bretagna nel nord dell’Europa. Un distaccamento della flotta inglese, sotto gli ordini dell’ ammiraglio Saumarez, ottenne qualche vantaggio nel golfo di Botnia contra i Russi, e in tal guisa favorì i progetti degli Svedesi; ma non fu per altro di tale efficacia eh’essi lottar potessero lunga pezza contra la superiorità dei Russi, c fu lor forza segnare pace svantaggiosa ed accedere al sistema continentale del 10 decembre 1809, chiudendo i loro porti ai vascelli da guerra e mercantili della Gran Bretagna. »T 1 p • ° 111 *1 JNel 16 giugno, un vascello da guerra inglese entrato nella rada di Reikiavik, capitale dell’Islanda, costrinse i magistrati a concedere alla sua nazione la libertà di commercio. Qualche tempo dapo, il capitano di un altro vascello inglese giunto alle coste d’Islanda, acchetò le turbolenze