CRONOLOGIA STORICA duchessa di Kent, « il 27 maggio, di un principe la duchesi sa di Cumberland. Il 2 [ maggio, Mirza-Abdoul-Hassan-Khan, ambasciatore di Persia, ebbe la sua udienza di accoglimento dal principe reggente; egli pronunciò in inglese il suo discorso. Tra i regali da lui oflerti al principe, per parte del sciah di Persia, si notavano specialmente parecchi tappeti di salici di Egitto, tessuti in cascemiro di sedici a diciassette piedi quadrati. Sul continente europeo, destò viva indignazione contra il governo britannico, la cessione fatta ai Turchi di un piccolo territorio, occupato sino dal 1814 dagl’Inglesi. Nei trattati del i8i5, non era stipulata la cessione di Parga. La Porta Ottomana, suscitata da Alì pascià di Giannina, ostinatamente ricusava riconoscere la cessione delle isole Jonie, sino a che non le si facesse quella di Parga. Vi acconsentì il governo britannico, mercè una convenzione del i3 maggio 1817, e fu stipulato che i Parganioti che volessero cedere le lor proprietà, riceverebbero un compenso. Dopo lunghe negoziazioni la Gran Bretagna, temendo di compromettere il suo commercio nel levante, accettò l’indennità al prezzo fissato da Alì Pascià. Sentito dai Parganioti stare la patria per essere occupata dal lor più crudele nemico, arsero nel 19 maggio 1819, quanto non poterono portar via, e persino gli ossami stessi dei loro padri, e s’imbarcarono tutti sovra navigli inglesi, che li trasferirono a Corfù e Naxos. Si minorò loro, anche la piccola indennità dovuta, atteso il cambio delle monete turche, eie spese d’imbarco reclamate dagli Inglesi; in una parola essi non percepirono, che un po’più di cento franchi a testa. Fu loro offerto il diritto alla cittadinanza jonia e terre nell’isola di Cefalonia, e Cerigo, ma la più parte abbandonò le Sette Isole, nè vi rimasero se non quelli astretti a restarvi dalla miseria; invano, nel parlamento britannico, alcune voci pietose si fecero intendere a lor favore. Le Isole Jonie, sotto la protezione della Gran Bretagna, erano caricate d’imposizioni tanto onerose, che nell’ottobre, scoppiò a Santa Maura Un’insurrezione, a motivo di una nuova tassa sul bestiame. La rivolta fu spenta dalle truppe in-