5o2 CRONOLOGIA STORICA vi alle finanze, c tra questi, se la banca d’Inghilterra rlpi-! glierebbe il 5 luglio prossimo i suoi pagamenti in ispecie metalliche, come erasi impegnata, quando si promulgò la legge che 1’ autorizzava a sospendere quella natura di pa» gamenti. Rispose il ministro che la banca avea preso anticipatamente le sue misure per pagare in contante ad un ter« mine fissato; e che nello stato interno del regno, non che nelle sue relazioni politiche coi paesi esteri nulla vedeva che potesse opporvisi, ma aver argomento per credere, che si stessero concludendo colle potenze estere regolamenti finanziarii di tale importanza e natura, che il parlamento probabilmente troverebbesi alla necessità di prolungare la sospensione, sino a che rendessero sensibili gli effetti immediati di quei regolameuti. Il 9 febbraro, quando si occupò la camera dei comuni del trattato concluso tra la Gran Bretagna e la Spagna per la tratta dei negri, espose lord Castlereagh essersi riuscita a superare un punto essenzialissimo; le potenze dell’Europa impegnarsi con mutue stipulazioni di fare e lasciar praticare il diritto di visita sui loro navigli mercantili per riconoscere se contenessero negri. Coll’ attuale trattato, stanziarsi che il diritto di tale perquisizione verrebbe esercitato a bordo dei legni spagnuoli, a condizione di non poter essere ritenuti se non nel caso vi si trovassero negri. La camera aver offerto alla Spagna, nel caso in cui rinunciasse questo regno alla tratta, un’indennità di ottocentocinquantamila lire, e il permesso di fare in Inghilterra un imprestito di dieci milioni di lire, come prezzo dell’abolizione immediata della tratta. Nel corso della negoziazione, si giunse ad ottenere dalla Spagna, che si accontenterebbe di quattrocentomila lire senza che si trattasse d’imprestito. Finì il ministro chiedendo accordasse la camera quella somma al governo. Sir Gilberto Ileathcote, osservò che se il parlamento avea a votare qualche danaro di civanzo, sarebbe stato bene 10 fosse in favore di 8,ooo Inglesi poveri, i quali colla ri-partizione delle quattrocentomila lire, avrebbero fruito ciascuno di lire cinquanta. Wilbeforce rigettò tale opinione, allegando, che se la somma domandata non fosse votata per l’oggetto proposto, non lo dovrebbe essere per nessun altro. 11 trattato dovea essere accettato, o rigettato per intero, colla