438 CRONOLOGIA STORICA Unito, qualunque non nativo, a meno non discendesse da sudditi britannici, ed esigersi un determinato soggiorno prima di poter esercitarne le funzioni. Il i3 maggio, venne rifiutato da duecentoquarantacinque contra duecentotre voti, nn tentativo di protrarre a tre mesi la seconda lettura del bill che quindi fu rimesso ad un comitato il quale vi aggiunse fiiù clausule. Due commissioni, l’una per la Gran Bretagna, ’altra per l’Irlanda, composte entrambe di vescovi cattolici romani, di personaggi ragguardevoli di quella commissione, c del principal segretario di stato, esaminar doveano i principi! e la condotta di ogni individuo proposto per far le funzioni di vescovo o decano, e stenderne un rapporto al re o vice re che approvasse od escludesse il proposto. Chiunque continuasse in quelle funzioni, dopo esserne stato disapprovato, si facea colpevole di delitto. Le bolle, rescritti ed ogni alto qualunque della corte di Roma, o suoi delegati, doveano prima inviarsi a que’commissarii per essere esaminati, e ove nulla rinvenissero di censurabile, facessero il loro rapporto al re o vice re; e allora si registrerebbe l’atto negli of-fizii del segretario di stato, e poi verrebbe rimesso cui di diritto. Il 24 maggio, formatasi la camera in comitato per discutere il bill presentato nel 3o aprile, a cui eransi praticate alcune modificazioni, e dopo letto due volte, l’oratore pren-dendendo la parola, chiese se fosse probabile che quel bill producesse generale contentamento, e divenisse base di concordia. Sapevasi che parecchi dei principali personaggi cattolici tra i laici, s’erano dichiarati contra le clausule relative al clero. Quanto ai protestanti essi erano notariamente poco soddisfi, di vedere il governo, e per cosi dire la corona d’Irlanda, divenuta a portata dei cattolici, i quali attorniavano il sovrano di ministri professanti una religione nemica al suo diritto di successione. Dopo parecchie altre osservazioni dello stesso genere, che tutte aveano per scopo di provare l’insufficienza delle garanzie che offriva il bill alla costituzione protestante, prepose l’oratore che le parole » sedere e votare in ciascuna delle due camere del parlamento » fossero ommesse. Dopo lunga discussione, la proposta fu adottata con duccentocinquantun voti contra duecentoquaranta-sette. Allora i partigiani del bill dichiararono, che senza di