DEI RE DI FRANCIA 97 bile del nome inglese, dovea ricevere i doveri estremi da mani inglesi! Quando cessarono gli inni religiosi, venne coperta la tomba con grossa pietra armata con parecchie lastre di ferro, per timore che il cadavere non venisse trafugato, e non si credette bastante neppur tale precauzione: fu detto si appostassero quindici granatieri a custodia della tomba; sicché Napoleone parve formidabile anche dopo la sua morte. Allorché giunse in Inghilterra la nuova della morte di Napoleone, furonvi nella camera dei comuni alcuni deputati addetti al partito dell’opposizione, che vivamente disapprovarono i rigori che si erano usati. Il dottor O’Meara, che per lungo tempo avea visitato Napoleone, colse tale occasione per ricordare le sue predizioni, e fu soggetto della sua critica il rapporto fatto sull’autossìa: osservò da prima che non era stato firmato dal professor Antomarchi, medico ordinario di Napoleone ; sostenne poscia che il cancro rinvenuto allo stomaco non era ereditario, nè che avrebbe dovuto far soccombere il malato in sei settimane. La sua morte fu intesa con freddezza in Austria, ed a Schoenbrunn gli fu celebrato un uffizio, e a Parma si portò il corruccio per tre mesi. Schoenbrunn era la residenza del figlio, e Parma quella della sua sposa. In Francia la nuova di sua morte fu recata col mezzo di corriere straordinario, e venne poi da tutti i giornali annunciata; uno dei quali, il Drapeau blanc, le cui pagine riboccavano mai sempre di diatribe nel tuono il più rustico, nel dare i particolari della morte di Napoleone, vi fece riflessioni tali che lorderebbero questa nostra opera se le riferissimo. Da prima non si volle credere a tale nuova, almeno da coloro le cui passioni rimanevano offese, ma quando non se ne potè più dubitare, tutti quelli ai quali era ancora cara la memoria del prigioniero di Sant’ Elena diedero pubbliche testimonianze di dolore. Specialmente i militari che aveano sotto di lui combattuto mostrarono una tristezza che nessuna persona dabbene avrebbe osato rimproverare, giacché essa parve onorevole agli occhi dello stesso monarca. Avea il generai conte Rapp, gran-mastro della guardaroba di S. M., versato lagrime alla morte dell’antico suo capitano, di colui del quale era stato per quindici anni aiutante di campo. Ne fu informato il re, ed ecco le ammirande parole 1Y IILa T.# VI.* 7