CRONOLOGIA STORICA wike, suo vice re, non sofferse perturbazioni. L’aggregazione dell’Irlanda alla Gran Bretagna, avea particolarmente spiaciuto ad una classe di persone, che qualificavansi per eminentemente protestanti: essi si consideravano come ingannati; e, nel calore dello spirito di parte, dolevansi di essere stati condotti a rovina. Si calmò per altro la loro effervescenza, quando lord Ilardwicke prese le redini del governo, e, senza offendere i pregiudicii, nè destare la gelosia del partito dominante, estese indistintamente la sua protezione, per quanto possibile, su tutti gli Irlandesi. Represselo zelo sconsiderato, gli eccessi di potere, l’arroganza della fazione preponderante, il traviamento dei deboli e i vizii dei cattivi, che alcuni anni prima ammantandosi col velo della lealtà, aveano in qualche guisa screditato quel nobile principio di condotta. I cattolici, per la più parte uomini operosi industri e senz’altre pretensioni in politica, erano contenti della lor condizione; e già il regno cominciava a provare i felici effetti dell’amministrazione di Hardwicke veggendo ricomparsa l’armonia e ciascun giorno crescente di guisa, che il popolo, lo che di rado accade, benediceva il governo. Gli aderenti della fazione di cui si parlò di sopra, tanto per distinguersi dai protestanti di carattere più dolce e liberale, quanto per un affettato rispetto alla memoria di Guglielmo III, prendevano l’appellazione di Orangisti e sostenevano, esser buona politica lasciare ai settarii del protestantismo una sorte di censura sui cattolici romani, eh’erano molto più numerosi. Quella fazione componevasi di alcuni individui di spirito debole o poco istruiti, di alcuni altri che cercavano l’occasione dì rendersi osservabili colla speranza di profittare dei timori del governo inglese e della confidenza che riponeva in essi, di maliziosi inclinati a dirigere sinistramente le deboli o perverse tendenze del loro prossimo, e finalmente dell’inferior classe dei protestanti, a pochissime eccezioni in fuori. La folle intrapresa del a3 luglio i8o3, cui il non premeditato omicidio del gran giudice avea convertita in affare di stato, occupando tutte le menti e ridestando i timori del pubblico, venne avidamente colta dalla fazione. Benché il tumulto non fosse stato se non locale, si diffusero però da lungi l’allarme e la difidenza, e quantunque la cospirazione fosse stata