i36 CRONOLOGIA STORICA blico e delle spese dell’amministrazione generale. La discussione degli articoli, cominciata il 16 luglio, produsse dibattimenti la cui vivacità era dovuta all’ importanza degli avvenimenti che succedevansi. Il conto del ministero-delia giustizia fu il primo ad essere sottoposto all’esame della camera. In quella occasione parecchi oratori della sinistra c segnatamente Beniamino Constant chiesero una riduzione sul trattamento dei procuratori generali; egli attaccò con molto calore la loro condotta, lagnandosi dell’indifferenza con cui vedevansi gli accusati sottratti ai loro giudici naturali, alludendo a Caron e Roger stati tradotti davanti un consiglio di guerra. Gli rispose il guardasigilli, sostenendo che per essersi i due accusati, di cui ora quistione, resi colpevoli del delitto di militare arrolamento per seduzione erano stati legalmente tradotti davanti un tribunale militare, così prescrivendo la legge del 4 nevoso. Succeduto al ministro il generai Foy, tentò provare che Caron e Roger, lungi di aver cercato di arrotare soldati, erano stati da essi arrotati; e fu Così violenta la sua arringa, che la camera ne ricusò la stampa. Nel 23 luglio si passò alla discussione del preventivo del ministero degli affari esteri. Bignon fu uno dei primi a parlare. Il suo discorso riboccava di amari rimproveri sulla condotta politica del ministero in occasione degli avvenimenti della Spagna. Pretendeva egli che le guardie di Ferdinando non si sarebbero nella giornata 7 luglio ribellate contra il governo se non avessero contato sulla lor protezione, e Foy andò ancora più oltre del preopinante; ed accusò il governo francese di essersi costituito l’avanguardo della Santa Alleanza. Procurò poscia dimostrare che le numerose milizie mandate verso i Pirenei non aveano altrimenti per mira il garantire la Francia dai mali della pestilenza, e terminò col dichiarare eh’ egli combatterebbe sino all’ ultimo momento un ministero la cui cattiva amministrazione formava la sciagura della patria. 11 visconte di Montmorency, ministro degli affari esteri, diede ai due oratori dell’opposizione energica e brillante risposta; sentir facendo che relativamente agli avvenimenti d’Italia e della Grecia la politica del governo era saggissima, giustissima e conforme alla sicurezza ed all’onor nazionale. Venne poscia al soggetto più importante, alle cose della Spagna: ei dichiarò clic le truppe ap-