a i4 CRONOLOGIA STORICA Io stesso é di tutti quelli d’Italia. Si cedettero alla Francia tutti gli oggetti importanti ottenuti dal valore dei nostri marini, e nel tempo stesso fu dai ministri rigettato il pretesto della necessità della pace che sola poteva giustificare gli enormi sacrifizii da noi fatti. Al contrario chi aveano altamente parlato dei nostri mezzi per continuar nella lotta. I vantaggi della pace devono dunque essere maggiori, che non i discapiti della guerra^ altrimenti è chiaro dover essere pregiudi-cievole la pace. Voglio esaminare quali sieno tali vantaggi. Da prima si è detto che la pace accrescerebbe il nostro commercio; io credo al contrario eh’essa lo abbia a scemare permettendo ad altri paesi, e segnatamente alla Francia, di dividerlo con noi. Quanto all’economia nelle spese osserverò, che per economizzare le nostre rendite è necessario l’essere in situazione di proteggerle: ora per giunger a ciò il governo dovrà mantenere ancora una marina ed un’armata eli terra considerevoli. Io mi conforterei se si fosse ottenuta qualche guarentigia conira il rinnovarsi della guerra, giacché se noi la ripigliamo, noi sarà che con gran disavvantaggio, e riguarderei per gloriosissima quella guerra in cui potessimo ricuperare in tre campagne ciò che abbiamo in forza del trattato ceduto. In tale stato di cose considero come indispensabile presentare un indirizzo al re contenente la proposizione di seguire un sistema di economia che lasci il regno in uno stato di difesa sufficiente per ripulsare qualunque futuro pericolo» Questo discorso, uno dei più luminosi, eloquenti e meglio dedotti che mai sieno stati pronunciati in una pubblica assemblea, si terminò colla proposta di un indirizzo in cui, nell’ atto di dichiarare che la fede nazionale era impugnata all’osservanza del trattato, accennasse la camera i pericoli cui era esposta la Gran Bretagna in conseguenza dei sacri-fizii da essa fatti senza eguali compensi per parte della Francia, e finalmente si supplicasse il re a fissare con accordi amichevoli i punti rimasti indecisi nel trattato. 11 trattato fu sostenuto dai ministri; giova per altro osservare che fu da uno di essi confessato che la condotta di Bonaparte coll’arrogarsi la presidenza della repubblica italiana, avrebbe autorizzato la rottura delle negoziazioni, se si fosse giudicata necessaria una tale misura. Un altro accordò