DEI RE DI FRANCIA stato; contra il troppo numero di borse nei collegii regii; per l’aumento di spese del culto cattolico ec.; ma in ultima analisi il preventivo non subì che tenui riduzioni, e fu fermato il 11 aprile a ottocentonovantasei milioni trecentotren-taquattromila centonovanta franchi per gl’introiti e prodotti dei 1824. Nella sessionfe del 10 aprile il visconte Digcon, ministro della guerra per interim, avea annunciato il passaggio della Bidassoa fatto dall’ armata francese, e tal nuova avea destato vivo entusiasmo nella camera. Nella camera dei pari, il preventivo non produsse che leggieri dibattimenti. Si limitò 1’ opposizione a considerazioni generali sulle varie amministrazioni. Tra i discorsi cui die’luogo la discussione, uno dei più notevoli fu quello del marchese di Barbé-Marbois. Egli lagnossi della fatale necessità di aumentare il debito con costituzioni di rendite per le spese straordinarie. Parlando della cassa d’ammortizzazione, riguardò come una derisione il ricomperar oggi la rendita emessa in ieri e a prezzo sempre più alto del venduto. Il preventivo fu adottato quale era stato dai deputati, e questo fu l’ultimo atto della tornata, che si chiuse il g maggio. Lascieremo alla storia di Spagna la cura di descrivere i rapidi fatti della guerra intrapresa per la liberazione di Ferdinando. L’ingresso in Ispagna ebbe luogo il 7 aprile, e nel i.° ottobre i Francesi erano già in Cadice; di guisa che in meno di sei mesi il principe, dando ovunque 1’ esempio del coraggio e di un’operosa prudenza, non soffermandosi che per combattere e vincere, conquistò la Spagna per restituirla al suo re. Tale era stato lo scopo dell’ intrapresa, e venne completamente raggiunto, e se l’esagerata irritazione del partito realista spagnuolo abusa imprudentemente del benefìzio della sua ristaurazione, la colpa dee ricadere sopra esso soltanto. Immenso fu il vantaggio morale del buon successo della guerra pel partito monarchico in Francia. I più opposti si tacquero: molti altri non rimasero insensibili alla nuova gloria delle nostr’armi, e godettero trovare un sì bel mezzo di fioter far francamente ritorno ai principii della legittimità, a cui causa veniva a trionfare. Il credito pubblico seguì il corso dei successi militari, e nel 10 luglio si negoziarono ventitré milioni centoquattordiciinila cinquecentosedici fran-