DEI IlE DI FRANCIA 95 Vatore dei Francesi trovavasi in preda allá più tetra melanconia e specialmente ad una noia invincibile. Nè il compilare le sue memorie nè il conversare coi compagni della sua disgrazia, nè le assidue cure della loro costante amicizia, poteano recargli distrazione dall’interno morbo die lo consumava lentamente: non gli rimaneva a gustare che un solo piacere, quello del giardinaggio. Il dottor O’Meara lo avea giudicato affetto da malattia di fegato; dichiarato che il clima di Sant’Elena era contrario alia sua salute, e che ove non lo si trasferisse sott’ altro cielo, perirebbe ben presto infallibilmente; ma erano state trascurate le triste predizioni del chirurgo inglese. Negli ultimi tempi lagnavasi Napoleone gli veniseero ricusate le cose necessarie e non si fosse eseguita la stipulazione fatta pel suo trattamento. Sino dai primi mesi dell’anno 1821 avea molto perduto dell’enorme sua pinguedine, e deperiva a vista d’occhio. Circa la metà di marzo cominciò a non poter più uscire dalle sue stanze, e al finir di aprile il suo stato trovavasi di molto peggiorato. Il f.° maggio si sviluppò la sua malattia con sintomi allarmanti; nel quarto giorno avea però dato qualche segno di speranza, ma il giorno dopo alle sei meno dieci minuti di sera rese 1’ ultimo anelito dopo penosa agonia, durante la quale non s’intesero dalla sua bocca che le parole slegate: Dio mio! la nazione francese . . . figlio mio . . . testa . . . annata ... Il 6 maggio il governatore di Sant’Elena, il comandante della stazione navale e il conte di Montchenu, commissario delle loro Maestà il re di Francia e l’imperatore d’Austria, accompagnati da molto seguito si recarono a verificare la morte di Napoleone. Verso le due giusta il desiderio che si disse aver egli espresso, si procedette alla sezione del cadavere in presenza del professor Antomarchi medico di Bona-parte, di parecchi chirurghi e dei conti Bertrand e Montoh-loij. Dietro il rapporto fattone è costante che il corpo avea molto adipe; che un’ulcera penetrava l’inviluppo dello stomaco; che la sua superficie anteriore presentava per quasi che tutta la sua estensione una massa cancherosa, e che, meno le adesioni occasionate dalla malattia dello stomaco, il fegato non presentava veruna lesione. Il rapporto fu sotto-scritto da Thomas Shortt, Arch-Arnolt, Carlo Mitchell, Fran-