MI UE D1 INGHILTERRA 467 riguardarsi come pregiudicievole, a quanto fosse deciso posteriormente su quella parte di Europa. Il congresso di Vienna, in cui quel ministro fu uno dei rappresentanti la Gran Bretagna, avendo pronunciato l’aggregazione dello stato di Genova colla Sardegna, fu da lui nel mese di decembre trasmesso ordine di consegnare il Genovesato al re di Sardegna, esprimendo il suo dispiacere, e quello de’suoi colleghi, per non aver potuto conservare a Genova la sua indipendenza. Nel corso di quest’anno, la condotta dei cattolici Irlandesi non mirò, nè a favorire tra essi l’unione, uè a raccomandar la lor causa. Nel mese di maggio, si re«e pubblica una lettera di monsignor Quarantotti, presidente del collegio delle missioni a Roma, diretta a un prelato cattolico irlandese, per comunicargli l’idea di un consesso di prelati e dottori relativamente al bill sull’emancipazione dei cattolici, ch’era stato rigettato dal parlamento: il consesso avea approvato il bill, chiedendo spiegazione sull’articolo concernente la corrispondenza col sovrano pontefice. In parecchie assemblee di cattolici irlandesi, fu nella forma più violenta impugnata la lettera di monsignor Quarantotti; e segnate proteste contra il diritto di sorveglianza od intervenzione che esercitar volesse una potenza straniera qualunque, negli affari politici dei cattolici d’Irlanda. Era stata così poco misurata la condotta del comitato cattolico, nel 3 giugno, il vice re d’Irlanda pubblicò un proclama, che la dichiarava illegiile. Pretesero i cattolici dal canto loro, non essere il comitato un’assemblea proibita dalle leggi, e confortaronsi sulla legittimità del diritto di petizione spettante ad ogni suddito del re. Nel decembre, si tenne, presso lord Fingai, un’ assemblea del comitato cattolico, e dopo vivissimi dibattimenti fu deciso di limitarsi all’affare della petizione. In Inghilterra, la disarmonia esistente in una porzione della famiglia regia, formava il soggetto dei pubblici discorsi. Avendo la principessa di Galles annunciato alla regina, l'intenzione d’intervenire al suo circolo, fu dal principe risposto aver egli fermata irrevocabile risoluzione di non mai trovarsi colla principessa, nè in pubblico nè in privato. Comunicò la principessa alle due camere del parlamento tutta