DEI I1E D’INGHILTERRA 4o3 cotesto piano pareva realmente vantaggioso per mercar considerazione alle diverse sette, e salutare alla causa dell’istruzione generale; guardato sotto questo punto di vista, alcuni dissidenti lo approvarono da principio, ma quando lo si prese in più attenta considerazione, le prove c le restrizioni imposte parvero così contrarie ai principii della tolleranza, che destò i più vivi timori in tutti coloro cui esso riferivasi. Noti mai si videro i dissidenti mostrare tanto zelante ed unanime accordo. Vennero prodotte tante petizioni contra il bill, che nel 2i maggio, in cui lo si dovea leggere per la seconda volta, lor Sidmouth non fu sostenuto da veruno dei suoi colleglli, ed allorché questi, dopo aver sostenuta la rettitudine di sue intenzioni e le clausole del bill, fece la proposta di forma per la seconda lettura, l’arcivescovo di Cantorbery, primo prelato della chiesa anglicana, dichiarò avere i dissidenti il diritto di professare le proprie dottrine. Lodevolissimo era di certo lo scopo del bill, tendendo ad introdurre uniformità nel modo di spiegare l’atto di tolleranza, e rendere più ri-spettabili i ministri, coll’escludere dal loro numero gl’incapaci, ma erano i dissidenti i migliori giudici de’lor proprii affari, e la quantità di petizioni pervenute alla camera, annunciavano essere essi contrarii al bill; si pensò quindi imprudente il proporre quella misura così opposta alla loro intenzione. Nella stessa guisa parlarono il cancelliere e gli altri pari; lord Sidmouth fece breve replica, e la seconda lettura del bill fu differita a sei mesi avvenire. Nel 17 maggio, propose Ryder un bill, per conferire al governo il diritto di far servir le milizie della Gran Bretagna in Irlanda e reciprocamente, le quante volte si trovasse conveniente. Questa proposta fu impugnata come una mancanza di (ede verso la milizia, e come quella che indurrebbe parecchi uffiziali a chiedere la lor dimissione; ma fu sostenuta dall’altra parte come propria a rafforzare l’unione tra i due regni. Vi si aggiunse una clausula, che accordava ai cartolici Irlandesi che servivano nella Gran Bretagna, tutte le franchigie civili e religiose di cui godevano nella loro patria. Il bill fu convertito in legge, e produsse effetti salutari, procurando al governo il mezzo di avere in Irlanda un corpo numeroso di truppe, straniero agl’interessi particolari cscevro di pregiudizii civili e religiosi nazionali.