DEI RE DI FRANCIA quelli dei proprietarii. Abusando odiosamente dei diritti del» la guerra, aveano noleggiato i loro navigli per trasferire, on-d’esser venduti, degl’infelici caduti per la sorte dell’armi in potere dei belligeranti e da essi trattati quali schiavi. Un’ordinanza del 18 gennaro, col prescriver severe misure fepres-sive, eessar fece da così odioso commercio i bastimenti francesi. L’andamento del governo rimase quello stesso di prima} la fluttuazione non dominava che negli spiriti. Essa fu grande nel mese di.gennaro, e se ne può formar giudizio dàlie variazioni del corso delle rendite, che in quel mese dai franchi ottantotto e centesimi sessanta discese a settantasei e centesimi venticinque. 28 gennaro. Il giorno stesso dell’aprimento della sessione delle camere, il tribunale di polizia correzionale di Parigi, sovra lagnanza dell’ambasciatore di Spagna il duca di San Lorenzo, contra i banchieri che aveano negoziato il prestito di ottanta milioni di reali aperto dalla reggenza d’Ur-gel, dichiarò, dietro lettera del guardasigilli, non aver più il duca di San Lorenzo agli occhi dei tribunali francesi carattere sufficiente per rappresentare S.M. Cristianissima, e quindi la causa fosse eliminata dal ruolo. Questa era propriamente nna dichiarazione di guerra che fosse mai per avventura u-scita dal palazzo di Temide. Il discorso del re per l’apertura della sessione legislativa richiamava la leale e saggia azione della giustizia per la repressione dei tentativi di rivolta inorgoglita dalla speranza dell’impunità; le convenzioni ultimate colla Santa Sede per la circoscrizione delle nuove diocesi, c il completamento dell’organizzazione del clero; l’ordine della contabilità, ch’esibiva una riserva di quaranta milioni di sopravvanzo sui crediti aperti pel 1823. Sotto tutti tali rapporti la condizione del regno era migliorata. Passando poi alla sua situazione esterna relativamente agli affari di Spagna, il re si espresse in questi termini : » Ma la divina giustizia permette che dopo aver fatto provare alle altre nazioni gli effetti terribili delle nostre discordie, siamo noi stessi esposti ai pericoli che adducono calamità simili presso un popolo vicino. » Ho tentato ogni cosa per garantire la sicurezza dei P/III." T." VI.? 10",