DEI RE DI FRANCIA i55 Tutti gli opponenti s’accordavano sull’esito incerto della guerra, sulla sua ingiustizia e i suoi pericoli. Desideravano quindi di esprimer al re i loro voti per la conservaziane della pace. Nella camera dei deputati sorgevano dal lato destro timori affatto opposti. La Bourdonnaye e Lalot rimproveravano vivamente al ministero il suo esitare nel dar principio alle ostilità. Rispose de Villèle con maggior moderazione di quella usata nell’attacco, che il desiderio estremo che si avea di mantenere la pace avea fatto tentar tutti i mezzi di negoziazione colle cortes, e non essersi il governo deciso alla guerra se non dopo aver tentate tutte le vie di conciliazione. Che che sia, l’indirizzo delle camere dei pari e dei deputati fu steso e votato con intera adesione al discorso del re. Le scene d’indisciplinatezza accadute l’anno innanzi presso la scuola di medicina, determinarono il governo a cominciar da essa scuola le riforme cui proponevasi introdurre nell’insegnamento. Un’ordinanza del 2 febbraro, col riorganizzare quella scuola, ne allontanò alcuni celebri professori sospetti di avversione alla monarchia; si prescrissero severe disposizioni per l’ammissione degli allievi che nelle lettere e nelle scienze doveano avere il grado di bacelliere, e siffatte misure arrestarono i disordini, diminuendo però di molto il numero degli studenti. Ultimamente erano stati nominati a pari otto prelati, e con ordinanza 8 gennaro erasi fissato il grado dei cardinali pari a quello dei duchi, e quello degli arcivescovi e vescovi al grado dei conti. Niente di notevole offrì la verificazione dei titoli. Ma non andò così la faccenda nella camera dei deputati, ove la verificazione dei poteri fece conoscere che de Mar-changy, eletto dai collegi dei dipartimenti del Nord e de la Nievre, pagava a dir vero al momento dell’elezione oltre mille franchi d’imposte, ma non era stabilito il possesso di un anno, stanziato dalla legge 19 giugno 1820. Davanti il poter della legge cedettero tutte le considerazioni di convenienza e di amicizia, e non essendo stato in grado Marchangy nell’ accordatogli termine di giorni quindici di giustificare l’anno di possesso, fu nel i3 febbraro definitivamente annullata la sua elezione. Egli per altro fu di nuovo nominato dal-