DEI HE D’INGHILTERRA 37a •li rispetto alla camera, nè a veruno de’suoi membri in particolare; ma aver egli riguardato siccome un privilegio, inerente ad ogni inglese, di poter fare osservazioni intorno i pubblici affari e la condotta degli uomini pubblici; peraltro che nel rileggere il suo foglio erasi accorto di aversi espresso male, del che sinceramente penti vasi e implorava la clemenza della camera. Gale Jones fu ad unanimità dichiarato colpevole di aver violato i privilegii della camera, e mandato iu prigione a Newgate: lo stampatore ne andò assolto con una correzione. Il 12 marzo, sir Francis Burdett, che non era intervenuto in quell’aliare, procurò che la camera rivedesse la sua decisione, sostenendo che non avesse diritto di darla; che la prigionia di Gale Jones fosse un’infrazione alle leggi, c una misura sovvertente i principi! della costituzione, e fini col domandare, fosse egli posto in libertà. Soggiunse She-ridan ch’ei voterebbe per lo sprigionamento di James, non però in forza dei prinei pii professati da Burdett, ma bensì iu considerazione del pentimento mostrato, e del tempo da. lui passato in carcere. Ciò fu rigettato unanimainente, e lo iu pure la prima proposta, con centocinquantatre voti contra quattordici. Nel 24 marzo, il giornale britannico eddomadario, pubblicato da Cobbet, pubblicò un opuscolo intitolato: Lettera, di sir Francesco Burdett a’ suoi committenti, che nega alla, camera dei comuni la facoltà d’imprigionare cittadini inglesi, accompagnata dagli argomenti che avea usati presso Ja camera per convincerla, non aver essa agito legalmente nell’affare di Gale Jones. Quella lettera fu, nel 26, portata alla camera da uno de’ suoi membri. Domandato dall’oratore a sir Burdett, s’egli si dichiarasse autore dell’opuscolo, rispose affermativamente. All’indomane si lessero alla camera i brani più insultanti della lettera e del supplemento, e fu deciso, primo, essere un libello scandaloso, oltraggiante ed attentatorio ai legittimi diritti e franchigie della camera; secondo, essersi sir Burdett, clic avea permesso stamparlo sotto il suo nome, reso colpevole di violati privilegii della camera; e finalmente fu deciso sarebbe egli relegato nella torre. L’oratore segnò quindi il 25 il mandato d’arresto e lu consegnò al sergente d’armi.