CRONOLOGIA STORICA della loggia del re, mentre proseguiva lo spettacolo, nessuno nella sala sospettando dell’orribile colpo scagliato. Intanto l’assassino se n’era fuggito per la parte dell’arcata Colbert; un calesse gli perclude la via, ed egli solferina il passo; accorrono parecchie persone dietro le sue traccie; viene arrestato da un granatiere della guardia regia, e condotto all’ufficio di polizia dell’opera. Interrogato successivamente dal prefetto di polizia, dal procurator regio, dal commissario politico del quartiere, risponde con tutto il sangue freddo. Dice chiamarsi Luigi Pietro Louvel, esser nato a Versailles, avere l’età di anni trentasei, lavoratore presso il sellaio del re; da sei anni aver meditato l’assassinio da lui commesso; nel x814 aver cercato di uccidere il re, aggiungendo che se gli fosse riuscito fuggire avrebbe tentato tutti i mezzi per togliere l’un dopo l’altro la vita a tutti i membri della famiglia regia. Ma affrettiamoci di ritornare al principe. Dal salone della loggia del re venne trasferito nella sala dell’amministrazione. Terminava lo spettacolo; trascorreva la folla senz’ancora nulla sapere dell’orribile caso che all’indomane dovea far agghiacciare di terrore tutta Parigi: n’era stata fatta consapevole la famiglia regia, meno il re. Medici e chirurghi erano accorsi a prodigare allo sventurato principe i soccorsi dell’arte. Monsieur, Madama, il duca d’ An-goulémc e tutti i personaggi più eminenti dello stato giunsero l’un dopo l’altro. Ognuno portava in volto impresso il dolore, e Monsieur, curvo sovra il letto del figlio, ne parca oppresso. Alle una il barone Dupuytren si recò al principe per amministrargli gli espedienti del suo talento e del suo genio, e dopo aver prontamente consultati gli altri chirurghi, operò profonde scarificazioni nella piaga; pareva che il petto ne sentisse alleviamento. Rinasce la speranza; il solo principe non vi prende parte; fa i suoi ringraziamenti a Dupuytren, dicendogli per altro che le sue sollecitudini non varrebbero a salvarlo: » Amica mia, soggiunse alla duchessa, non vi lasciate soprafare dal dolore, ma riserbatevi pel bambino che portate nel seno ». Poscia espresse il desiderio di vedere la figlia, che gli viene condotta, e la baciò più volte teneramente. Chiese pure gli si conducessero due figli naturali avuti in Inghilterra, e dopo abbracciatili li raccomandò alla sua sposa, che già era a parte di tutto. Monsignor ve-