DEI RE D’INGHILTERRA modo di dirigere nella penisola spagnuola le operazioni militari. In tali congiunture propose, il 21 maggio, Stuart Wor-tley un progetto di addrizzo al principe reggente, pregarlo a prendere le più opportune misure, onde formare un ministero energico, lo che significava, come nc convenne egli stesso, che non godessero la confidenza della nazione gl’individui che stavasi per nominare, nè quelli che rimaner dovevano alla testa degli affari. Questa proposta fu dibattuta vivamente essendo un saggio delle rispettive forze dei due partiti, e fu rigettato con centosettantaquattro voti contra ccntosettanta un tentativo fatto jier divergerla, rimettendola all’ordine del giorno, benché ciò appoggiasse lord Castlereagh. Avendo poscia Wortley chiesto, che l’addrizzo venisse presentato dai membri della camera sedenti nel consiglio privato, fu la sua proposta rigettata colla maggioranza di due voti; e si decise alla fine si presenterebbe l’addrizzo da Wortley e lord Milton. Il principe rispose, lo prenderebbe tosto in un serio esame. Siccome era chiaro, non essere più il ministero sostenuto dalla maggioranza della camera dei comuni, fece il principe reggente intavolare negoziazioni per ottenere lo scopo accennato dall’addrizzo. La prima persona, interpellata sulla formazione di un ministero fu il marchese di Welleslcy, e questi, dopo esposta la sua opinione con quella franchezza che gli imponeva il suo dovere, avea supplicato il principe a volergli permettere di rassegnare il potere di cui lo avea investito il 3 giugno; della qual circostanza esso pari rese istruita la camera, dichiarando al tempo stesso il suo rammarico, perchè virulenti auimosità personali e terribili dificoltà risultanti da quistioni importantissime e complicatissime, posto avessero insormontabili ostacoli ad un regolamento tanto essenziale alla prosperità pubblica. Due giorni dopo, il conte di Moira dichiaro, che l’espressioni di animosità personali non si riferivano per nulla al principe reggente. Furono dappoi affidati al conte di Moira gli stessi poteri per negoziare, ma egli non riuscì meglio di Wellesley. Non sapeva il pubblico che pensarne; giacché i pari ai quali quest’ultimo s’era rivolto, parlarono di una conferenza tenuta ma senza verun esito, attesoché essendosi da bel principio