CRONOLOGIA STORICA mente per agire in modo più conseguente, appoggiato avendo vigorosamente il trattato di Amiens. Il 6 giugno, venne da Iorke, segretario di stato per la guerra, presentato il quadro dell’armata per l’anno corrente asserendo non sussistere altrimenti il progetto di aumentare di molto le truppe regolari ; lo che fu approvato. Il 13, Addington, cancelliere dello scacchiere, recò il conto contenente alcune imposte di guerra; si aumentarono pa-rcc&iie gabelle, ed egli propose un’imposizione sui beni e le rendite. Il x8, un messaggio del re informò il parlamento, che per mantenere la sicurezza del regno e difenderlo efficacemente contra i progetti del nemico, S. M. avea giudicato a proposito di assoldare e raccogliere un nuovo corpo di truppe addiziona* li; dover esso comporsi di 5o,ooo uomini, 34,ooo dei quali per l’Inghilterra, 6,ooo per la Scozia, e 10,000 per l’Irlanda, e la leva coll’estrazione a sorte. Il corpo era destinato a sostenere l’armata di linea e la milizia. Tali progetti vennero adottati. Per aggiungere ai mezzi di difesa, propose il segretario di stato per la guerra, nel giorno 18 luglio, un bill per autorizzare il re a ricorrere ad una leva in massa di tutto il regno nel caso d’invasione, e la proposta non incontrò veruna opposizione. In conseguenza di un messaggio del re del i5 luglio, lord Hawkesbury propose accordare un’annua pensione di 16,000 lire alla casa d’Orange. Gli Olandesi, dopo la pace di Amiens, eransi offerti di dare al principe un compenso a condizione l’Inghilterra restituisse i vascelli da guerra di cui erasi impadronita in suo nome l’anno 1799 all’Helder: l’Inghilterra erasi ricusata a tale componimento e quindi do-vea un indennità a quel principe. La proposizione passò ad unanimità, ma il pubblico fu sdegnato perchè il ministero avea onimesso d’insistere sull’indennità stipulata nel trattato di Amiens a favor della casa di Orango, con cui tante obbligazioni si avea la Gran Bretagna. Il 28 luglio, un messaggio del re annunciò al parlamento una insurrezione scoppiata in Irlanda, raccomandando si prendessero le misure necessarie per ¡spegnerla. A Dublino era