DEI RE D’INGHILTERRA. terne dissensioni, ed a scagliarsi sui decimato» non che sui rascossori di decime. Le contee del sud-est dell isola, provarono in maggior grado i disordini e le violenze, e convenne ricorrere all’intervento delle truppe ed all’azione di straor-dinarii poteri accordati ai magistrati per porvi un termine; nè ancora si giunse ad ottenere pieno 1’ effetto. In ogni occasione in cui essi agirono in corpo, pareva essere precipuo oggetto degl’insorti l’impadronirsi d’armi da fuoco, circostanza che indicava un piano di resistenza rimarchevole contra l’autorità. I cattolici si occuparono altresì di una petizione al parlamento per reclamare l’esercizio dei loro diritti politici. Nel deccmbre, si fece lettura all’assemblea cattolica a Dublino di una lettera, scritta il i4 magg'° da Genova, dal Cardinal Litta a nome del papa, al dottore Poynter. Permetteva S. S. di prestare una delle tre formule di giuramento con cui pro-mcttevasi obbedienza e fedeltà al re, denunciare ogni trama contra il governo e astenersi da qualunque tentativo contra la tranquillità pubblica. Il papa esortava tutti quelli che concorrevano alla nomina dei vescovi, di non ammettere vcrun candidato che non fosse di una fedeltà conosciuta verso il re; acconsentiva di buon grado perchè si mostrasse la lista dei candidati ai ministri del re, acciocché se uno dei sudditi fosse sospetto o disaggradevole, potesse venir cancellato, scmprechè ne rimanesse un numero sufficiente tra cui il papa potesse scegliere; dichiarava però la S. S. inammissibile il terzo punto riguardante la revisione e la sanzione o il rifiuto per parte del governo britannico dei rescritti di Roma; questo diritto non potea neppure formare soggetto di discussione; poiché, quantunque reclamato ed esercitato da alcuni sovrani cattolici, era un abuso cui è tenuta sopportare la S. S. per prevenire mali maggiori, ma che non potea Ella a niun patto sanzionare. Per altro si diedero guarentigie e spiegazioni sotto altra forma, sperandole soddisfacenti al governo britannico. Ma sebbene il papa avesse acconsentito all’esercizio di una specie di veto per parte del governo rapporto alla nomina dei vescovi, i cattolici irlandesi si mostrarono contrarii a tale misura; e nel mese di settembre, i prelati diressero al r." ITT." T." VI."