CRONOLOGIA STORICA «ransi impadroniti i Francesi il io marzo. Nel 16, raggiunta da un corpo spagnuolo, marciò contra il maresciallo Soult che si avanzava in soccorso di Badajoz: terribile azione ira-pegnossi lungo P Albuera; furono tagliali a pezzi, quasi interi reggimenti inglesi; gli altri per altro, sostenuti dalla riserva, giunsero a rannodarsi. Il 17, Soult si ritirò verso Siviglia. Lord Wellington, clic non era giunlo a tempo di prender parte all’azione, ordinò di assalir strettamente Badajoz; e, praticata una breccia, se ne diede l’assalto nelle notti del 6 e 9 giugno: ma entrambi questi tentativi fallirono, e le nuove ricevute da lord Wellington, lo determinarono a convertire in blocco l’assedio; finalmente, all’avvicinarsi dell’armata francese, risolse di abbandonarlo e ritirarsi nell’ Alente)o in Portogallo, prendendo eccellente posizione a Portallegre. Ivi, organizzata la leva delle milizie, e prese le misure necessarie, acciò in caso d’invasione gli abitanti si salvassero a Lisbona e il paese andasse a saccheggio, ripassò il Tago e si tenne sulla difensiva per tutto il rimanente dell’anno: parte delle sue truppe accantonarono nella Beira inferiore. Nell’ottobre, una divisione dell’armata francese, appostata nell’Estremadura spagnuola, passata la Guadiana, nrar-ciò verso Cacerès. Lord Wellington, ch’era allora tra Coa c l’Agueda, inviò contr’essi il generai Hill: questi li raggiunse il 28, ad Arroyo del Molino, fece 2,000 prigioni e s’impadronì della loro artiglieria e bagagli. Sul finire dell’anno, l’esercito inglese fu molto stremato per malori. Alla primavera, il generai Graham tentò di liberare Cadice dal blocco; sbarcato a Tarila, il 28 febbraro. marciò contra il maresciallo Victor, eli’essendosi concentrato in Chi-ciana, fu quivi battuto il 5 marzo; poscia Graham rientrò per via di terra in Cadice, ma la sua vittoria non era stata così decisiva d’impedire ai Francesi di stringere la città nuovamente di blocco. Nel corso della state, sir J. Saumarez, comandante la squadra britannica nel Baltico, intavolò una negoziazione col governo Svedese rapporto all’arresto dei navigli carichi di derrate coloniali, le quali trattative mostravano in ambe le parti il desiderio di ristabilire la buona intelligenza. La condotta dell’ammiraglio inglese, che non molestava i legni sve-