DEI RE D’INGHILTERRA a4g godeva lord Fingali concorsero, col desiderio universale di non contrariare le misure di lord Hardwicke per regolare i movimenti di un’assemblea che, per certe predizioni, dovea produrre mali incalcolabili. Parecchi consessi dello stesso genere ebbero luogo per deliberare sul modo e tempo più convenienti a chiedere l’emancipazione, e tutti furon, al pari della prima assemblea, tranquilli. Il 11 marzo, il gran giudice della repubblica francese avea indiritto al primo console un rapporto, in cui accusava Drake, ministro plenipotenziario della Gran Bretagna presso l’elettore di Baviera, di aver tenuta corrispondenza clandestina con parecchi privati in Francia colla mira di mutare il governo. Il rapporto era corredato di documenti originali : erano lettere intercette ed altre carte provanti aver Drake accordata la sua confidenza a taluno che crasi a lui presentato per fornirgli tutti i dati che potesse desiderare sullo stato della Francia, e procurargli mezzi di eccitare perturbazioni a mezzo di persone fidate. Drake avea in fatto somministrate diverse somme per l’esecuzione di questi disegni. Con altro rapporto 11 aprile, accusavasi di simili mene Spencer Smith, ministro plenipotenziario della Gran Bretagna presso l’elettore di Vurtemberg. I documenti originali che accusavano Drake, vennero comunicati all’elettor di Baviera, il cui primo ministro, inviò il 3i marzo a Drake una nota che gli manifestava il dispiacere di S. A. S. per la scelta fatta della sua capitale, come centro di una corrispondenza tanto incompatibile colla missione che presso lui rappresentava, e che in conseguenza egli non potea più tenere veruna com-municazionc con lui, nè essere ammesso alla sua corte. Dovette quindi Drake partire da Monaco, come indi a poco dovette farlo da Stuttgard, Spenccr Smith. Eransi talmente diffuse e lette in tutta Europa le carte citate nel rapporto del gran giudice francese, che il governo britannico credette necessario prestarvi qualche attenzione. Per conseguenza lord'Hawkesbury inviò, il 3o aprile, a tutti i ministri stranieri residenti presso la corte di Londra, una circolare in cui, a nome del governo, smentiva l’accusa di aver esso avuto parte a verun progetto di assassinio, ma sosteneva al tempo stesso aver ogni potenza belligerante il diritto di profittare dei mali umori esistenti ne’ paesi coi quali crasi in P.e III.* T.° VI.# 164