i7i CRONOLOGIA STORICA cui si calcolarono iscrizioni ili rendite senza timore pel rim« borso? Tali erano alcuni dei ragionamenti dell’opposizione che insorse dai due lati della camera. Finalmente dopo aver successivamente rigettate moltissime modificazioni che alteravano o cangiavano interamente il progetto, la camera nella sessione del 5 maggio lo adottò quale il governo lo avea presentato. La maggioranza fu di duecentotrentotto voli contra centoquarantacinque. Mentre i deputati discutevano la legge sulle rendite, occupavansi i pari di quella del rinnovamento integrale e settenne della camera elettiva, e l’adottarono il 7 maggio, applicandosi dopo qualche giorno al progetto della legge sulle rendite. Rinnovaronsi sotto mille forme tutte le ragioni prò e contra, e da un tale esame approfondito sorsero novelle obbiezioni. Dietro il diicorso del re credevasi veder proporre l’indennizzo agli emigrati, e gli spiriti giusti erano colpiti dal contrasto di due misure, l’una delle quali scemar doveva le rendite dei livellarii, laddove la seconda accordava rendite ad altra classe di persone. Non andava a’versi di molti pari veder che la legge rendesse necessaria l’eccezione dei maggioraschi costituiti in rendite sullo stato, e sotto questo rapporto posti nella classe delle rendite appartenenti agli ospizii e agli altri stabilimenti di beneficenza. Tra gran copia di discorsi rimarchevoli, quello del conte Roy, già ministro delle finanze, risaltar fece chiaramente le difficoltà del progetto e il poco suo reale vantaggio in ragione dell’aumento del capitale in una proporzione più forte che non la minorazione dell’interesse. Tutti questi attacchi, conformi all’opinione generale della metropoli, portarono mortai lesione al progetto, e la camera dei pari nel 5 giugno lo rigettò colla maggioranza di centoventi voti contra centocinque. Ci siamo indugiati intorno una discussione che non ebbe verun effetto, poiché il ministro delle finanze non sembrava rinunciare alla sua idea cui sperava far prevalere in altre circostanze e sotto altra forma. Frattanto la camera dei deputati discuteva la legge del suo rinnovamento. Domandavano parecchi oratori dell’opposizione che almeno la camera attuale non durasse che cinque anni e si mutasse l’età per l’elezione; ma fu rigettata qua-