CRONOLOGIA STORICA dotti e frutto di saggie mire, veramente nazionali; ma aveano incontrato, ostinati opponenti negli oratori, sfrenati e irriflessivi partigiani della illimitata libertà dui commercio e dell’industria. Coll’ultimo articolo della nuova legge sulle dogane ordinavasi lo stabilimento presso il ministero dell’interno di un giuri di eccezione incaricato di decidere le qui-stioni contenziose che risultassero dall’applicazione delle tariffe. Molti oratori aveano tentato di far rigettar quell’articolo, pretendendo violasse l’articolo sessantadue della carta, la quale porta non poter chicchessia venir straniato dai naturali suoi giudici. La legge sovra duecentonovantacinque votanti avea ottenuto duecentodiciassette voti presso la camera elettiva; e incontrato sette soli avversarii in quella dei pari, eh’erano in numero di duecentoquattordici. Si rammenta che allorquando Berton s’impadronì a viva forza di Thouars proclamò in quella città un governo interinale che sosteneva essersi stabilito in Parigi e composto di Lafayette,|Foy, Beniamino Constant e Lafitte. Allorché quindi Mangin, procurator generale della regia corte di Poitiers, stese la sua requisitoria contra i cospiratori, vi inserì i nomi di essi quattro deputati, e questa requisitoria comparve il i.° agosto nel Monìteur. Tale è la causa dei tumultuosi di-battimenti scoppiati in quel dì nella camera dei deputati. Si era posto in discussione il preventivo delle, finanze, e già Beniamino Constant erasi scagliato con forza contra la camera dei pari pei fondi che voleva stanziare, quando Reveillère, membro del lato destro, disse che vedendosi membri della camera dei deputati gravemente compromessi in mezzo a cospirazioni, era del loro onore, dell’onore stesso della camera conoscere se in fatto fossero esistite relazioni qualunque tra que’membri e i cospiratori. Appena proferite queste parole, si sollevò gran tumulto dai due lati opposti della camera: allora Lafitte si slanciò alla tribuna, e » non si tratta già qui, diss’egli, dell’opinione di tale o tal altra parte della camera, nè di dichiarazioni di certi autori di fogli periodici, nè di dicerie di qualche agente del potere; ma è un magistrato, un procuratore del re è quegli che in un atto di accusa inserito nel Moniteur dà il nome di quattro deputati e li accenna come i complici, come i capi di una rivolta. Se tale imputazione è vera, lo proverà l’inquisizione: quanto a me,