DEI HE D’INGHILTERRA 3i3 nel 5 Peymann chiese armistizio per trattar la capitolazione, che dai generali inglesi non fu accordato se non il giorno 7, e alle seguenti condizioni: « Le truppe britanniche occuperanno la cittadella: saranno rimessi a disposizione delle truppe inglesi, che ne farà prender possesso, i vascelli e legni di ogni sorta, non che gli effetti tutti, attrezzi, ed apprestamenti della marina, appartenenti a S. M. danese. Quando i vascelli saranno usciti dal porto, ovvero entro sei settimane a contare dal giorno della capitolazione e prima se possibile, le truppe britanniche consegneranno alle danesi la cittadella nello stato stesso in cui erano al momento dell’occupazione, e sgombreranno l’isola di Zelanda: a contare dal giorno della capitolazione, cesseranno nell’isola le ostilità e verranno restituite senza veruna clausula tutte le proprietà inglesi sequestrate in conseguenza delle ostilità, non che tutti i prigionieri fatti dall’una e l’altra parte ». 11 giorno 8, cominciò ad eseguirsi la capitolazione; cadde in poter degl’inglesi la marina danese, composta di die-ciotto vascelli di linea, quindici fregate, sei brick, undici scialuppe cannoniere a due cannoni e quattordici ad un cannone. Veramente il principe reale avea mandato al generai Peymann l’ordine di distruggere la flotta piuttosto che cederla, ma Puffiziale messaggero nell’istante in cui entrava in Copenaghen, venne arrestato. Gl’ Inglesi equipaggiarono tosto i vascelli che stavano disarmati nei porti, e allo spirare del termine fissato li condussero in Inghilterra colle munizioni navali, legni da costruzione ed altri articoli appartenenti alla marina che si rinvennero nell’arsenale e nei magazzini. Tutto giunse felicemente verso gli ultimi di ottobre nei porti della Gran Bretagna, meno un vascello di linea che arenò all’isola Huen e venne incendiato. Si disse, essere stati i ministri malcontenti della capitolazione, perché l’impegno di sgombrar l’isola di Zelanda in termine così breve, non avea permesso di prendere le misure necessarie a ritrarre dalla spedizione tutto il vantaggio sperato. Non erasi parlato dei navigli e munizioni esistenti nei porti di commercio; e quindi, appena gl’inglesi lasciarono Copenaghen, si equipaggiò contr’essi una quantità di P.' III.* T." VI." 20»