212 CRONOLOGIA STORICA Nel 12, presso la camera dei comuni, sir Francesco Bur-dett fece la domanda, anticipatamente annunciata, di una investigazione sulla condotta del precedente ministero tanto nell’interno che fuori, durante la guerra. Questa proposizione, sostenuta da un lato e combattuta dall’altro con una certa asprezza, fu rigettala con duecentoquarantasei voti contra ventitré. Il i3 fu dal segretario di stato per la guerra, proposto un bill relativo alla milizia che mirava a raccogliere su quest’ oggetto tutte le leggi esistenti. Il numero degli uomini che doveano far parte della milizia era di 70,000, di cui 10,000 per la Scozia. Questo numero superiore a quelle precedentemente fissato, stava in proporzione colla popolazione del regno ch’era di molto cresciuta. Non ommise il ministro di far parola dell’aumento di potenza della Francia che, malgrado la pace, diveniva argomento di allarme per l’Inghilterra, e contra cui si dovea tenersi sempre pronti alla difesa. Non trovò il bill che debolissima opposizione. Il 3 maggio, Windham chiese nella camera dei comuni si fissasse un giorno per esaminare il trattato di pace che egli su parecchi punti disapprovava, e si convenne di occuparsene 1’ 11 di quel mese. Nella camera dei pari si fecero parecchie proposizioni, tendenti allo stesso scopo e accompagnate da espressioni di malcontentamento per parecchie clausole del trattato: i quali incidenti tutti provavano che quel trattato nel dare alla nazione una pace vivamente desiderala, avea incontrato molti antagonisti e piccava vivamente l’amor proprio britannico. Finalmente si aperse il i3 maggio presso le due camere il dibattimento cosi impazientemente atteso su quel trattato di pace. Lord Grenville, nella camera alta, fondò la sua opposizione sul trattato per esserne le condizioni più pregiudizievoli alla Gran Bretagna che non quelle dei preliminari. Per l’addietro in tutte le negoziazioni di pace, erasi preso a base lo status ante belluin, o Vuti possidetis, cioè a dire lo stato delle cose prima della guerra, o quello in cui erano allorché negoziavasi. Nella circostanza attuale al contrario, eransi interamente fusi in uno i due principii e nella forma più dannosa al nazionale interesse. Il primo principio era stato applicato all’Inghilterra che dovea restituire alla Francia quanto