DEI RE D'INGHILTERRA *87 Stìtuzione dell’impero, l’assistenza ch’era a lui dovuta siccome collegato. Quel manifesto contiene l’asserzione formalmente contradetta dal gabinetto di Berlino, che all’ epoca della convenzione di Postdam il 3 novembre i8o3, la Prussia avesse chiesto sussidii alla Gran Bretagna; mentre al contrario dichiarava il ministero prussiano essersi ricusati gli offerti* Il 21 aprile un messaggio del re annunciò al parlamento quanto era avvenuto tra lui e la Prussia, aggiungendo contar egli sui soccorsi del parlamento per vendicar l’onore della bandiera e la libertà della nazione britannica. 11 messaggio fu preso in considerazione dalle due camere nel giorno a3, e votati all’unanimità indirizzi di approvazione a quanto era Stato fatto. Tosto che si seppero a Berlino simili misure, il governo prussiano si mostrò disposto a dismettere il rigore nel suo sistema che escludeva gl’ Inglesi dal commercio del nord dell’Alemagna; poiché il 14 maggio furono dati ordini a Stettino, Colberg ed altri porti del Baltico di non opporsi all’ingresso dei navigli inglesi, ma anzi di amichevolmente riceverli. In questo mezzo un ordine del consiglio accordò, il 14 maggio, l’autorizzazione di predare e far condannare tutti i navigli naviganti sotto bandiera prussiana. Mentre il nord dell’Àiemagna trovavasi in quell’equivoco stato, correvano trattative tra la Francia e la Gran Bretagna; l’accidente avea fornito a Fox l’occasione d’intavo-larle. Il 14 febbraro, pochi giorni dopo il suo ingresso nel ministero, ricevette egli una lettera segnata Guillot de la Grevilliere: si offriva lo scrivente dare sullo stato della Francia particolari, che poteano interessare i ministri del re della Gran Bretagna. Introdotto costui a Fox gli rivelò una trama formata per assassinar Bonaparte; il ministro senza voler ascoltar d’avvantaggio, lo congedò, ordinando d’interinal-mente arrestarlo, e nel giorno 20 scrisse a Talleyrand, ministro delle relazioni estere di Francia, per dargli avviso di quanto avea rilevato. A cui rispondendo il francese ministro, il 5 marzo, ringraziava Fox della sua leale e generosa condotta, e in altro dispaccio gli mandò il discorso detto dall’imperatore dinanzi il corpo legislativo, il 2 marzo, in cui »lotossi la frase n sarò sempre pronto a conchiuder pace col-