4g6 CRONOLOGIA STORICA Davies Gilbert, che ne avca fatto parte, disse alla camera costituita in comitato, aver egli sempre considerato l’esistenza delle siniscalcherie riccamente provvedute, come una macchia e un disonore nel sistema del governo, giacché in» troducevano uno spirito di favoritismo, egualmente pericoloso alle franchigie pubbliche, che oneroso pel popolo, e d’altronde erano date con facoltà di sopravivenza, locchè era gravissimo abuso. In conseguenza propose diversi bill, che doveano sottoporsi alla deliberazione; lo che fu adottato. Il 29 aprile, Tierney rinnovò una mozione per sopprimere il posto di segretario di stato delle colonie, ma fu rigettata con centonovanta voti contra ottantasette. Il 9 maggio, Grattan e W. Elliot chiesto avendo, il primo che fosse fatta lettura della petizione dei cattolici d’Irlanda, e il secondo di quella dei cattolici d’Inghilterra, vi acconsenti la camera; poscia Grattan, propose di prendere in esame le leggi relative ai cattolici. Leslic Foster, espose il pericolo di accordare i diritti politici ad uomini, che si riguardavano come tenuti ad obbedire più al papa, che non al governo del loro paese: » In tutta Europa, soggiuns’ egli, i calvinisti, i luterani, la più parte dei cattolici romani ed i cristiani della chiesa greca, sono d’unanime opinione che Io stato abbia a nominare le alte dignità del clero cattolico, ed abbia inoltre ad esercitare la più rigorosa sorveglianza sulle relazioni di esso clero colla corte di Roma. Non si tratta dunque di sapere, come si disse, se la nazione inglese sia la sola grande nazione che manterrà un sistema d’intolleranza, ma se sia la sola che accorderà alla religione cattolica romana tali franchigie da poter formare uno stato nello stato ». Dopo lunghi dibattimenti nelle due camere, fu rigettata la mozione in favor dei cattolici con centoqua-rantadue voti contra novanta nella camera dei pari e in quella dei comuni con duecentoquarantacinque contra duecento-ventuno. 11 3o maggio, l’oratore della camera dei comuni diede la sua dimissione, per non permettergli il suo stato di salute di continuare nell’esercizio di così penose funzioni. Il 1 giugno, lord Castlercagh disse che, avendo presi gli ordini dal principe reggente, era desiderio di S. A. R. si occupasse la camera tòsto di dargli un successore, a ciò non