134 CRONOLOGIA STORICA altro di quelli della Charente, e in conseguenza di tal con-, venzione alle cinque della sera i luglio uscì senza strepito da Colmar uno squadrone dei cacciatori dell’Allier, guidati dai sottouffiziali in apparenza corrotti. Ad un quarto di lega dalla città scontrarono Caron a cavallo con indosso il suo uniforme di dragone e lo riconobbero a lor condottiere. I sottouffiziali gli domandarono la parola d’ordine, ed ei rispose : Viva 1’ im-> paratore! Questo grido fu ripetuto da tutti i cacciatori, e Ca-ron ne prese in nome dell’imperatore Napoleone II il co-mando. Si traversarono di notte parecchi villaggi; ma in niun luogo gli abitanti della campagna esternarono il desiderio di unirsi a que’ militari. Bentosto s’incontrò Io squadrone dei cacciatori della Charente, uscito da Neufbrisach e comandato anch’esso da sottouffiziali sedotti da Caron. E qui a sapersi che nell’uno e nell’altro squadrone eranvi uffiziali vestiti da semplici cacciatori. Al grido d’unione indicato da Caron si si raccolse e marciossi verso Batteinheim, borgo ove prcten-deva Caron che dovessero trovarsi parecchi uffiziali in ritiro, e alcuni dei più importanti personaggi. Erano le dieci di sera. Si passò alla casa del podestà per chiedergli viglietti d’|al-loggio, e mentre si stavano preparando, parecchi cacciatori si scagliano addosso Caron, lo disarmano ed incatenano. Fu parimente arrestato certo Roger, ex militare, ch’era venuto iu borghese collo squadrone partito da Neufbrisach; e nel tem- fio stesso gli uffiziali travestiti ripigliarono le insegne dei oro gradi e si posero alla testa degli squadroni. All’indomani Caron e Roger furono condotti in ferri a Colmar. L’uno e 1’altro furono bentosto tratti davanti un consiglio di guerra raccolto a Strasburgo. Il primo venne il n settembre successivo condannato alla pena di morte, e l’altro rinviato davanti la corte d’assise di Metz, che lo condannò all’ultimo supplizio come convinto del delitto di cospirazione. Caron subì la sua condanna con mirabile coraggio. Quanto a Roger, degnò la M. S. commutargli la pena in quella di venti anni di prigionia. L’arresto dell’ex tenente colonnello Caron die’ luogo a una petizione sottoscritta da centotrentadue abitanti di Mulhausen, nella quale rappresentavasi quell’ avvenimento un’odiosa macchinazione concertata dalle autorità per provocare a ribellione quella popolazione. I firmanti chiedevano in conseguenza solenne investigazione sulla condotta dello