DEI RE DI FRANCIA i73 Junque proposta di cambiamento, e nell’8 giugno si adottò il progetto con duccentonovantadue voti contra ottantasette. II ministro degli affari stranieri Chateaubriand dovea parlare sul progetto il giorno 5, ma cedette la sua volta al ministro dell’interno, e rimise il suo discorso alla prossima sessione. Credesi egli non approvasse interamente il progetto, e che la sua opinione avrebbe potuto smuover quella della camera e farle adottare una modificazione disapprovata dagli altri ministri. Tale fu certamente la causa che determinò Chateaubriand al brusco suo licenziamento pel 6 giugno. Dicesi eh’ egli non avesse approvato tutte le misure prese per assicurare le elezioni, e siffatta malintelligenza terminar doveva in una scissura. Il portafoglio degli affari stranieri fu prò interim rimesso al presidente del consiglio, e fu soltanto nel 4 agosto che il ministro della guerra baron de Damas fu chiamato agli affari esteri: il marchese di Clermont-Ton-nerre ministro della marina fu nominato ministro della guerra, e il conte di Chabrol-Crouzol a quello della marina. Nelle adunanze del 28 e 29 giugno si discusse con molto calore la legge sui crediti supplementarii per provvedere alle spese straordinarie della guerra di Spagna. I prezzi onerosi delle somministrazioni servirono di tema a severa diatriba. Per altro furono votati i crediti supplementarii, e il governo nominò il i.° luglio una commissione inquirente per esaminare que’prezzi e liquidarli. Il 6 luglio si aperse la discussione sul preventivo. Parecchi oratori richiamarono l’attenzione del governo sui vizii della centralizzazione rapporto alle comuni, e chiesero un’organizzazione municipale. Nel 10 luglio, discutendo gli articoli a proposito del preventivo degli affari esteri, parlò de Noailles dell’emancipazione delle colonie spagnuole e delle sciagure dell’Oriente; esprimendo desiderii comuni a moltissimi de’suoi colleghi, ma tuttavia inutili perchè la Santa Alleanza non lasciasse perire la Grecia, quella terra classica della civiltà e dei lumi, sotto il dispotismo dei Turchi. Nell’adunanza del 12 luglio La Bourdonnaye attaccò vivamente i ministri, rimproverandoli del servaggio di alcuni giornali e dell’aver voluto tutti soggiogarli. Un processo in-