CRONOLOGIA STORICA tar tranquillamente le privazioni che loro ancora imponeva la legge, piuttosto che chiedere, al parlamento ed al consiglio del re, l’esame di una quistione cui sapevano essere complicata ed imbarazzante. Circa due mesi prima della stampa delle lettere di lord Redesdale, che già erano conosciute, c prima della manifestazione dei dubbii ingiuriosi alla lor fe* deità, i cattolici di diverse contee dell’Irlanda convocate per chiedere al parlamento la completa loro emancipazione, ricusarono uniformarsi a tale invito. Le lettere di lord Redesdale, al pari di ogni violento e oltraggioso discorso, produssero l’effetto cui sembravano voler allontanare. La comparsa di così eminente campione, pel posto da lui occupato, trasse seco tutti i protestanti fanatici e associò in quella falange parecchi individui, d’altronde ben disposti, ma che preferirono di prendere quel partito, piutto-stochè cercare la sicurezza del lor paese nell’armonia e buona intelligenza di tutti gli abitanti. I cattolici d’Irlanda non sentono vivamente abbastanza l’effetto delle leggi che li assoggettano a restrizioni; ma allorquando si tengono per maltrattati e quando si lasciano trasportare, il lor lagno si presenta al loro spirito con tutte le circostanze aggravanti possibili ad imaginarsi, e le querele contra le leggi riguardanti l’incapacità dei cattolici in Irlanda, provano meno la severità di quelle leggi che non il malcon-tentamento del paese. Sino dagli esordii del 1804, il popolo fece sentire alcune mormorazioni, e chiese energicamente si avesse ad occuparsi dell’esame della sua situazione: il viceré peraltro colla sua popolarità giunse a calmare que’perturbamenti; ma se i più distinti fra i cattolici si affrettarono di gratificare al viceré, gli uomini delle classi medie diedero sfogo alla loro indignazione contra il cancelliere. Finalmente, verso il mese di settembre, alcuni abitanti di Dublino sollecitati di porsi a capo delle operazioni popolari, invitarono i cattolici ad unirsi per esaminare, se convenisse dirigere al parlamento una petizione per la loro emancipazione. L’assemblea, benché composta di persone inquiete ed esacerbate, fu tranquillissima. Certo il mantenimento dell’ordine si dovette in gran parte, alla presenza del conte di Fingali e di parecchi altri, non meno commendevoli soggetti. Il credito e la stima, di cui