DEI RL D‘ INGHILTERRA 4^3 porto assai circostanziato sui fatti principali risultanti da quell’esame, concluse col proporre un addrizzo al principe reggente, supplicandolo rivocare, o sospendere i detti ordini del consiglio, ed adottare misure atte a conciliare le potenze neutre senza però sacrificare i diritti e la dignità della corona. Lord Castlcrcagli si oppose all’idea di voler lar decidere su due piedi una quistionc tanto importante, asserendo acconsentirebbe il governo a sospendere i suoi ordini del consiglio, purché l’America per parte sua sospendesse l’atto d’interdizione del commercio, e chiese l’ordine del giorno. Dopo animatissimo dibattimento, che provava il desiderio che cessassero di elfetto gli ordini relativi al commercio, Brougham c Castlereagh ritirarono ciascuno la loro proposizione. I ministri erano disposti a fare il sagrifizio, che il pubblico voto rendeva inevitabile. Il i3 giugno, la gazzetta di corte pubblicò una dichiarazione del principe reggente, che rivocava positivamente gli ordini del consiglio pei navigli americani, soggiungendo che se, dopo la notilicazione di tale misura presa dal ministro britannico in America, non venisse dal governo degli Stati Uniti annullato il suo atto d’interdizione, la revoca attuale dovesse esser nulla. In tale occasione, dichiarò lord Brougham, essere i suoi amici, e lui stesso sommamente soddisfatti della condotta tenuta dal governo in quella faccenda, giacché annunciava per sua parte eguale franchezza e vigore. Tutti, è vero, nutrivano la speranza di veder con tal mezzo repristinarsi la buona armonia tra i due stati: ina esisteva troppa animosità, perchè potessero realizzarsi quelle idee lusinghiere. II 17 giugno, il cancelliere dello scacchiere nel presentare il conto dell’anno, annunciò essere quello stesso preparato dal suo predecessore. La spesa era di cinquantaotto milioni centottantaottoniila centosessanta lire, ed inoltre quattro milioni ccntottantasettcmila ottocentonovantadue per la Gran Bretagna in particolare; per cui la sua parte ammontava a cinquantacinquc milioni trccentocinquantamila seicen-toquarantaotto lire. Tra le vie e i mezzi, c erano imposte di guerra per venti milioni quattrocentoinila lire, un imprestito dei sottoscrittori dei viglictti dello scacchiere, ammontante a sei milioni sctteccntoltantanovemila »eicentovcuticinque lire;