DEI HE D’INGHILTERRA 477 acconsentisse ad incontrare una responsabilità in tale proposito, non solo verso la nazione britannica, ma anche verso gli altri stati di Europa, era necessario di riportarsi a lui per le cautele che suggerisse la prudenza, tanto sui mezzi di trasporto, che per la scelta del luogo di detenzione del prigioniero, e pei particolari di sorveglianza. Egli fece osservare ai ministri raccolti in Parigi, che tale responsabilità non potea venir divisa tra molte potenze, nò delegata ad agenti di più governi. In conseguenza, reclamò in tale rapporto un’intera confidenza per parte degli alleati. I ple-nipotenziarii delle tre potenze, aderirono a tale dichiarazione e segnarono la convenzione del i agosto. Portatosi il Bel-lerofontc ad ancorare a Torbay, Napoleone, il giorno 7, passò da esso sovra il Northumberland, che 1’ 11 aprile, fece vela per l’isola di Sant’Elena, e il 16 ottobre giunse alla rada, e nel 18, fu sbarcato (V. Tomo V). Le due camere del parlamento della Gran Bretagna, eransi raccolte il 9 febbraro. Nel 17, la camera dei comuni si oecupò nuovamente delle leggi sui grani. Fr. Robinson, vice presidente del consiglio di commercio, propose nove risoluzioni. Le tre prime, ammettevano la libera importazione dei grani colla facoltà di porli in magazzino ed esportarli, ovvero farli entrare nel regno in caso ciò fosse permesso; la quarta, e la più importante, fissava il prezzo medio, dietro il quale accorderebbcsi tale permesso, e al disotto del quale verrebbe ricusato. Il prezzo proposto pel frumento, che serviva di regola per gli altri grani, era di ottanta scellini il quartiere. Veniva eccettuato il grano proveniente dalle colonie inglesi che poteva importarsi, quando il frumento era a sessantasette scellini. Adottate le risoluzioni, Robinson presentò il i.° marzo un bill conforme al loro tenore, che venne fortemente combattuto nelle due camere, chiedendo parecchi membri che il prezzo medio fosse meno alto, ma il bill finì col passare il giorno 20 nella camera dei pari, e sempre a grande maggioranza. Mentre discutevasi intorno ad esso, la plebaglia della capitale suscitata dal timore, che il risultamento della nuova legge non fosse un immediato aumento del prezzo del pane, avea sino dal 6 marzo, formato attruppamenti nelle vie vicine al parlamento; considerevole folla penetrò anche nel palazzo