DEI RE DI FRANCIA 33 poscia la parola dal conte de Cazes, fece osservare clic il solo quesito di sapere se la camera si occuperebbe della proposizione di Barthelemy potea considerarsi come favorevole a quella proposizione; che in conseguenza egli non potea dispensarsi dall’invitare la camera a rigettarla sino da quel momento. Parlarono dopo de Cazes molti altri pari, i quali furono la maggior parte del suo avviso, e terminò la sessione senza nulla conchiudere su questo proposito. Non vi fu mai tornata pii di quella tumultuosa. Nel a6 feb-braro se ne ripigliò la discussione, la quale fu questa volta più quieta. Barthelemy sviluppò la sua proposizione, e produsse considerazioni tali da farne aperte la saggiez-za ed utilità. Trovò appoggi in Montmorency, Pastoret, Castellane, Giulio de Polignac ec. Tra gli opponenti nota-ronsi Lanjuuais, Garnier, Boissy-d’Anglas, Barbe-Marbois e il presidente del consiglio dei ministri, il signor Dessoles*. Parecchi pari chiesero venisse aggiornata la proposizione, ma vi si oppose la camera, la quale pronunciò aversi a prender in considerazione, colla maggioranza di voti novantaquattro contra sessanta. La camera dei pari avea deciso di prendere in conside* razione la proposizione di Barthelemy. Restava ora a sapersi quale risoluzione adotterebbe in seguito, e questo fu il soggetto di vive discussioni nel giorno i marzo. Benché la questione paresse presso che esaurita, altre belle arringhe ancora si fecero. Si notò quella del conte de Fontanes, che appoggiava la proposizione; finalmente fu posta ai voti cd adottata la risoluzione presa intorno ad essa, la quale era concepita in questi termini: » Verrà umilmente supplicato il re di proporre alle camere una legge che subir faccia all’ organizzazione dei collegi elettorali le modificazioni, la cui necessità potesse sembrare indispensabile ». Tale risultamento mostra ad evidenza che il governo non avea la maggioranza nella camera dei pari. Pareva quindi inevitabile la caduta dei ministri, ma essi seppero stornarla con una misura che sorprese tutti gli spiriti, che rafforzò un partito ed allarmò l’altro, ma che offri al ministero i mezzi di ricomporsi una maggioranza nella camera dei pari. Il 5 marzo comparve un’ordinanza regia che creava sessanta pari. Taluni porta- P.* III." T.* VI.0 3