88 CRONOLOGIA STORICA Constant, Alessandro de Lametli, il conte Foy, de Girardin, de Marcay e Casimiro Perrier, ma non la ottennero. Si votò l’addrizzo con duecentoquarantaquattro voti sovra duecento-sessantasei. I giorni susseguenti furono rimarchevoli per lo scoppio di altri petardi nei dintorni delle Tuillerie, che si fece sentire sino in un corridoio della tesoreria regia. Ben tosto fu arrestato dalla polizia un individuo sospetto per autore del primo attentato. Chiamavasi Neveu, e al momento di subire l’interrogatorio si segò con un rasoio la strozza. Era desso veramente l’autor del delitto? la storia non potrà mai affermarlo, non avendone dato verun indizio le carte presso lui rinvenute. Da sette anni esisteva in Francia il governo rappresentativo, e non ancora crasi stabilita l’amministrazione dipartimentale sovra principii che armonizzassero con quel governo. Finalmente nel 23 febbraro presentò il ministero alla camera dei deputati un progetto di legge a ciò relativo, pel quale le comuni erano divise in rurali ed urbane: nelle prime i prefetti eleggevano il podestà e gli aggiunti, la nomina del consiglio municipale essendo attribuita ad un’assemblea che componevasi di membri del consiglio municipale esistente, d’individui tra i maggiori censiti in numero pari a quello dei membri del consiglio, e dei decani degli ordini regii di San Luigi, della Legion d’Onore e del merito militare; nei secondi comuni, eccettuata la capitale per cui era fissato un sistema particolare, il re nominava il podestà e gli aggiunti, e i consigli municipali veniano eletti da un’assemblea composta di membri del consiglio municipale attuale, di un egual numero di persone di più forte censo e di notabili scelti dal governo tra i magistrati, negozianti, avvocati, artisti, e capi o sindaci dei corpi d’arti e mestieri in numero eguale ed anche doppio di quello dei consiglieri municipali e de’maggiori estimati; finalmente assemblee composte nello stesso sistema aveano cura di eleggere candidati, tra’quali il governo dovea scegliere i membri dei consigli dipartimentali e distrettuali. Appena il pubblico venne in cognizione del nuovo piano con cui proponevasi il governo di organizzare il reggimento municipale, si sollevò contr’esso d’ogni parte critiche calorose ed amare. Quel sistema sembrava troppo poco favorevole agl’interessi locali-