DEI RE DI FRANCIA la Francia a porsi francamente alla testa dei governi costituzionali, per impedire, che al dispotismo di Bonaparte non succedesse la preponderanza della sacra alleanza; altri gemevano perchè la nazione e il governo che rigettavano egualmente la guerra vi fossero ciò nonostante indotti da un preteso partito mistico, d’immenso occulto potere. Il presidente del consiglio, il ministro delle relazioni estere, che per la prima volta parlò alla tribuna di quella camera, e moltissimi deputati della destra, opponevano a quelle ragioni il pericolo morale che risultava per la Francia dallo stato rivoluzionario della Spagna, nè pareva lor dubbio il successo di un’intrapresa che sarebbe coadiuvata dalla più parte degli Spagnuoli. Tutti ammettevano la giustizia del diritto d’intervento, fondato sui pericoli del contagio morale, coll’obbligo però di lasciare all’autorità ristabilita di Ferdinando la libertà di gettare a suo grado le basi del proprio governo. Ben presto la discussione trasse seco un incidente del tutto unico nei fasti della camera. Nella sessione 26 febbraro Manuel, durante un discorso di sovente interrotto dalla destra, produsse con nuova forza le varie ragioni che oppone-vansi alla guerra. Ma allorché raffrontando la posizione di Ferdinando con quella degli Stuardi e di Luigi XYI, le cui sciagure, secondo lui, procedettero dall’intervento straniero, disse : n Che il momento in cui si fecero più gravi i pericoli della famiglia regia in Francia, fu allorché la Francia rivoluzionaria s’ accorse di aver bisogno di difendersi con nuova forma, e con energia tutta nuova ... ». Grida tumultuose insorsero al lato destro, e in breve si spinse a tal punto il disordine che il presidente sospese per un’ora la sessione. Nel ripigliarla, volea Manuel terminare il suo discorso, ma il lato destro ricusò ascoltarlo, e tosto ricominciò il tumulto. Propose alla camera Forbiti des Issarts di scacciar dal suo seno Manuel, <;ome volente giustificare il regicidio. La quale proposta veune vivamente appoggiata dal lato destro, che non volle sentire nè il presidente che proponeva di leggere una lettera consegnatagli allora da Manuel, nè Chau-velin che volea parlare sul richiamo al regolamento: » Non più oratori rivoluzionarii, fu gridato a quest’ ultimo: » Ai voti la proposta ». E fu allora clic dichiarò in forma ener-