DEI RE DI FRANCIA. I27 suna esecuzione personale contra la persona di un pari, per debiti meramente civili, rimette all’ordine del giorno le due petizioni presentate dai signori Sol e Begué » Nel 3o aprile si segnò a Parigi da don Gioseffo Noguera plenipotenziario del re di Spagna, e Gerardo de Rayneval, plenipolenziario del re di Francia, una convenzione che determinava i mezzi di praticare il rimborso dei crediti dei sudditi spagnuoli verso la Francia e dei sudditi francesi verso la Spagna. Dopo il trattato del 20 luglio 1814, il governo francese era riconosciuto debitore verso quest’ultima di somme considerevolissime; e su queste somme si convenne di prelevare quattrocentoventicinquemila franchi di rendite per pagare i creditori spagnuoli. Erasi antecipato i’aprimento della tornata del 1821, volendo il ministero, per uscire dal provisionale, far votare il bilancio del 1822 prima spirasse il 1821 : e di fatti Roy avea presentato il 27 novembre di quest’anno la legge finanziale proposta; ma perchè il ministero era rimasto succumbente sotto gli sforzi combinati delle due opposizioni della camera elettiva, non avea essa potuto venir nè discussa nè votata. Le spese ascendevano a ottocentonovanta milioni cinquan-tatre franchie gl’introiti ad ottocentottantanove milioni cin-quecentoquarantumnila trecentoquaranta franchi. Villéle, nuovo ministro delle finanze, propose nell’11 gennaio 1822 alla camera dei deputati due importanti modificazioni al progetto presentato dal suo predecessore; cioè che il credito affetto al rimborso del secondo quinto delle liquidazioni riconosciute fosse portato alla somma di tre milioni quattrocentodiciot-tomila noveoentocinquantotto franchi, e si aumentasse di dodici milioni il preventivo militare. La commissione, cui venne nel 26febbraro successivo presentato il rapporto, propose alcune riduzioni che ascendevano a tre milioni centosessan-taquattromila scicentotto franchi; e nell’ 11 marzo si aperse la discussione generale sul preventivo; i primi oratori che s’udirono furono Guitard, Labbey de Pompières, Humblot-Conté e Ternaux. Il primo presentò un calcolo per cui pretendeva che le imposte levate sulla Francia montassero ai due terzi della sua rendita territoriale; il secondo, commiscrando la classe indigente, propose una restrizione dell’imposta sul sale, già sovente domandata e non mai accordata.