«8o CRONOLOGIA STORICA ciata di prossima carestia e fame, attendeva soccorsi dai porti dell’Elba, del Weser e del mar Baltico, e que’porti l’erano chiusi. Crebbero anche gl’imbarazzi dal riprodursi la malattia del re. Nel i4 febbraro fu egli colto da fortissimo reuma, nel 16 gli si spiegò la febbre, e non si riebbe che il 12 marzo. Gli era sopraggiunto il male al momento in cui stava per disciogliersi il suo consiglio esecutivo, e quindi non poterono i ministri rimetter nelle mani del sovrano i distintivi del loro carico. L’ultima quistione discussa nel gabinetto prima della malattia del re, era stata quella di accordare ai cattolici irlandesi il godimento di tutti i diritti politici. Pitt avea fatto loro sperare tal concessione siccome una Conseguenza dell’aggregazione dei due regni. Tra gli ostacoli che dovea incontrare quella misura, Pitt non previde la difficoltà di ottenerne dal re il consenso; e Giorgio riguardava il partito che gli si proponeva come contrario al giuramento da lui prestato all’epoca della sua incoronazione. La sua opposizione fu irremovibile. Il ministro quindi si vide nella penosa ed umiliante posizione di non poter mantener la parola da lui contratta con numerosa classe d’abitanti del regno. Questa circostanza sarebbe forse bastata per indurlo a dare la S113 dimissione, ma molti furono di parere ch’egli sia stato in 3ualche guisa costretto a quel partito della situazione politica ella Gran Bretagna, la quale senza un solo alleato sul continente avea a combattere contra tutta la potenza di Francia, e inoltre trovavasi avviluppata in una nuova querela cogli stati del nord pel mantenimento dei diritti marittimi cui riguardava come una delle basi della sua superiorità navale. 11 tuono decisamente ostile che Pitt e i suoi colleghi nel ministero aveano assunto contra il governo attuale della Francia, dovea render loro estremamente penoso l’incarico di concludere la pace alle sole condizioni possibili, essendo d’altronde tutti gli uomini meno adattati per riuscire in una negoziazione amichevole. Tuttavia sentiva ognuno la necessità di far prontamente la pace, e perciò si suppose avere i ministri profittato volentieri dell’occasione di ritirarsi. Si credette al tempo stetsso che puramente nominale fosse la dimissione di Pitt; che il suo recesso non fosse che tempora-