DEI RE DI FRANCIA postate sotto il nome di corpo d’osservazione sulle frontiere meridionali, erano là per garantire la Francia da ogni insulto, al qual male trovavasi essa esposta per la guerra civile che desolava la Spagna.-Sul preventivo in discussione eransi chieste alcune riduzioni, ma tutte vennero rigettate. Un po’più calma fu la discussione successiva dei preventivi dell’interno, della guerra e della marina; tuttavolta die’motivo a gravi rimproveri contra il ministero. Chiesero per esempio alcuni oratori perchè sul modello dell’ Inghilterra non. aprisse la Francia relazioni commerciali colle colonie spa-gnuole dell’America meridionale. La risposta del ministro della marina fu viva e nobile: egli assicurò che il governo non impediva punto ai legni del commercio francese di andare nei porti dell’America spagnuola; di’erano d’altronde protetti dalla marina regia in tutti i paraggi, ma che quanto al riconoscere l’indipendenza di quelle colonie, noi permetterebbero mai i vincoli di parentela ed amicizia che univano il re di Francia con quello di Spagna. Una delle leggi proposte alle camere nella precedente adunanza, era relativa allo stabilimento a Chartres di un seminario. Essa die’ luogo a vivissimi dibattimenti nella camera dei deputati; un membro dell’opposizione, Lameth, colse tale occasione per combattere l’aumento dei vescovi, il ripristino dei conventi soppressi dalle leggi, e sovrattutto di quella Società di Gesù che, diss’ egli, fu riguardata dagli stessi re come il maggior flagello delle società europee e scacciata per unanime accordo dei governi. Pretese l’oratore eh’essa s’impadronisse ovunque della pubblica educazione, e minacciasse d’infettare di nuovo la Francia colle sue perniciose dottrine. A malgrado di viva opposizione, alla quale associaronsi altri oratori, il progetto di legge passò colla maggioranza di duecentoventun voto sovra trecentoquattro, c nel 17 luglio ottenne la regia sanzione. Il 27 luglio pubblicossi una legge che aumentava la tariffa doganale: il principal aumento cadeva sul ferro, lo zucchero e il bestiame. Erasi da lunga pezza osservato che l’importazione del ferro e bestiame avea di molto nociuto al prezzo di quelli di Francia, alla stessa guisa che l’importazione dei zuccheri forestieri avea molto pregiudicato a quelli delle nostre colonie. Erano perciò giusti gli aumenti intro-P.' III.* T.° V."