3o4 CRONOLOGIA STORICA risse. Fu però loro ingiunto non solo di ritirare l’ultima riserva, ma di sostituirvi un’obbligazione scritta di non mai propor di nuovo il progetto da essi abbandonato e in nessun tempo presentare al re cosa, che riguardasse la quistione intorno i cattolici. Se non che considerandosi da loro quella obbligazione, siccome incompatibile col dovere che legavali colla religione del giuramento, comunicarono al re i propri sentimenti, e il giorno dopo S. M. fece loro sentire di esser costretto a scegliere altri ministri. L’8 aprile, uno dei membri communicò la risposta del re al messaggio della camera dei comuni del 25 marzo, che diceva dover S. M. prender in molto seria considerazione quell’argomento, ed annunciava nel tempo stesso non aver Ella conferito nella circostanza attuale la carica di cancelliere del ducato di Lancastro, se non fino a che così fosse a Lei per piacere. 11 9 aprile, vi fu nella camera dei comuni ima lotta tra il vecchio e il nuovo ministero, cui diede occasione Brand col far la seguente proposta. » E contrario ai primi doveri dei servidori confidenziali della corona, l’obbligarsi con positivi ed impliciti impegni a non dare al re i consigli, che le circostanze possono rendere necessarii, per la prosperità e sicurezza di una porzione qualunque fosse del suo vasto impero. » Il lungo ed animato dibattimento che fece nascere tale proposta, fini col divergere dalla quistione principale aggirandosi sulle concessioni reclamate dai cattolici, e fu adottato l’ordine del giorno da duecentocinquantaotto voti contra duecentoventisei. E del pari con molto calore dibattè una simile proposta fatta nella camera dei pari, essendo durata la discussione sino alle sette del mattino. La domanda pef aggiornamento fu approvata da centosettantun membri contra novanta. Il 15 aprile, un membro della camera dei cerauni, W. II. Lyttleton, dopo aver esposte le ragioni per cui giudicava conveniente che la camera esprimesse la sua approvazione sulla condotta dell’ultimo ministero, propose la seguente risoluzione. ?5 La camera, considerando che un ministero fermo ed energico è indispensabilmente necessario nell’importante crisi in cui si trovano i pubblici affari, ha veduto, col pni profondo rammarico, il cangiamento di recente effettuato nei