a io CRONOLOGIA STORICA Inglesi con minaccie d’invasioni, nè tampoco esaurire per lunga guerra i loro spedienti. Il giorno dopo, il cancelliere dello scacchiere comunicò un messaggio del re, annunciarne alla camera che per la sicurezza del regno avea giudicato a proposito di chiamare la milizia supplementaria. Dall’estremo partito che si abbracciava doveano risultare nuovi pesi e nuovi pericoli per la nazione; tale era il parere di queglino stessi che lo giudicavano indispensabile : noti era quindi a sorprendere se quelli eli’ eransi mostrati avversi alle ostilità, tentassero un ultimo sforzo per prevenirle. Nel 27, Fox propose un indirizzo al re per invitar S. M. ad accettare la mediazione offerta dall’imperatore di Russia. Pitt, dopo aver felicitato Fox pei sentimenti espressi nel suo discorso e aver dato ad essi il suo consenso, lo pregò non Ìiersistere nella sua proposta, giacché sembrava sparger dub->ii sull’inclinazione dei ministri di non agire conformemente a que’principii generosi. Lord Hawkesbury avea dichiarato, esser pronto il governo ad accettare la mediazione della Russia, ma non poter esso nel tempo stesso sospendere i preparativi nccessarii per spingere vigorosamente la guerra; e quindi Fox ritirò la sua proposta. Il 24 maggio, il governo britannico avea fatto offrire alla repubblica baiava la neutralità a condizione che le truppe francesi sgombrassero dal suo territorio e la Francia non chiedesse verun soccorso da essa nella guerra che andava a cominciare. Ma il governo francese ben lungi di tacere a tale proposta, richiese alla repubblica batava di ordinare l’arresto di tutti gl’inglesi che si trovassero sul suo territorio; minaccia cui fu dato esecuzione il 7 giugno, e nello stesso giorno il ministro della Gran Bretagna all’Aja lasciò la sua residenza. Nel 17 un messaggio del re, informò il parlamento di tali eventi e si die’ordine per dispacciare lettere di marco c rappresaglie contra i navigli della repubblica batava. Tosto dopo il governo batavo pubblicò un manifesto con cui annunciava che l’onor suo, le sue relazioni colla repubblica francese e il ben inteso interesse di patria, imperiosamente richiedevano eh’ci prendesse misure contra la ingiusta condotta della Gran Bretagna. Con quel manifesto si dichia-