3,4 CRONOLOGIA STORICA bastimenti armati; e considerabilissime furono le perdite occasionate al commercio inglese da quella nuova marina danese, e tanto più vivamente sentile perché i negozianti, nel timore della condotta politica che terrebbe il gabinetto russo durante l’inverno che avvicinavasi, aveano fatto in Russia grossi acquisti di canape, legni, arborature ed altre munizioni navali. Le quali merci caricate sovra navigli isolati, che credevano non aver nulla a temere sino all’uscita del Cat-tegat, o speravano incontrare forze capaci a proteggerli prima di giungere al Sund, furono quasi tutti predati dai corsari di Bornholm, e quelli che scapparono dai paraggi di quest’isola, caddero in poter dei Danesi, presso la punta di Dragoe in Zelanda, ove non aveano gl’inglesi lasciati legni da guerra a lor difesa. Parve il governo inglese credesse di poter calmare, così facilmente come l’avea provocata, l’animosità della Danimarca, e quindi non fosse necessario di prender misure per evitare gli effetti che dovevano derivarne. Lo spazio di tempo, tra la capitolazione di Copenaghen e lo sgombro della Zelanda, fu impiegato in pratiche di trattative, tutte coperte col velo del secreto. Si seppe soltanto avere il governo britannico proposto al re di Svezia di prender possesso della Zelanda, e non essere stato lontano quel principe di dar mano a quel piano: in altro momento si ollrì alla Danimarca l’alternativa, tra il ristabilimento della sua neutralità, ed una intima alleanza coll’Inghilterra. Nel primo caso le si prometteva la restituzione della sua flotta tre anni dopo la conclusione della pace generale, ma si chiedeva la cessione di Ilelgoland, isola situata dirimpetto l’imboccatura dell’Elba: nel secondo caso promettevasi alla Danimarca una possente protezione, la garanzia dell’integralità de’suoi stati, o un equivalente per le sue perdite, non che un aumento de’suoi fiossessi nelle altre parti del globo, ma esigevasi potessero e truppe britanniche continuare ad occupar la Zelanda. 11 governo danese rigettò 1’una e l’altra di quelle proposte, nè il principe reale volle pure permettere a Jackson di venire a visitarlo, non avendo quel plenipotenziario ottenuta nemmeno la facoltà di sbarcare all’isola di Fionia. Fu dichiarato al comandante della squadra stazionata nel gran Belt, che d’ora in avanti nessun naviglio parlamentano