DEI RE D’INGHILTERRA. 395 ragione attribuire alle voci della pronta guarigione del re. Si rammentava senza dubbio che nel 1789 era cosi avvenuto, mentre chc il parlamento occupavasi ancora a discutere sul bill di reggenza, e la maggioranza (issava piuttosto i suoi sguardi sul ritorno dei ministri attuali che •11011 alla temporaria trasmissione del potere sovra nuovi individui. Perciò, dopo che la minuta del bill subì poco importanti modificazioni, fu presentato all’ accettazione della regina e del principe di Galles; la quale accettazione, con separate risposte indiritte alle due camere, venne congiuntamente annunciata. Il principe testificava nella sua, il rammarico di non aver potuto nemmeno manifestare colla propria condotta i rispettosi sentimenti che nutriva verso il padre di lui sovrano, ed accettava l’incarico di reggente colle restrizioni apposte, persistendo poi nel parere da lui esposto in una circostanza precedente. Giusta gli antecedenti del 1789, si diede il gran sigillo alla commissione nominando i commissarii incaricati di aprire il parlamento ; cerimonia ch’ebbe luogo il i5 gennaio: nel 17, si discusse il bill di reggenza in un comitato per la prima volta; nel 5 febbraro, vi si appose il gran suggello, che ebbe forza di regio consenso ed acquistò carattere di legge; le restrizioni aveano a cessare col i.° febbraro 1812. Dovea la regina essere assistita da un consiglio; l’atto ne accennava i membri : essa avea la facoltà di provedere alle vacanze, nominando il nuovo membro nel consiglio privato. Avea il consiglio il diritto di interpellere i medici e prendere ogni misura per verificare lo stato di salute del re. Allorché la regina e i membri del consiglio riconoscessero essere il re in grado di ripigliar l’esercizio della sua autorità, se ne manderebbe al consiglio privato la notizia sotto-scritta, il quale la registrerebbe, e sull’istante il re ripiglie-rebbe tutto il suo potere. I membri del consiglio incaricati di così importanti funzioni erano: gli arcivescovi di Cantor-bery ed York, il duca di Montrose, i conti di Winchelsea c d’Aylesford, lord Eldon, cancelliere, lord Ellenborough e sir William Grant. La nazione era ben lungi d’imaginare il modo con cui il principe di Galles manifesterebbe i rispettosi di lui sentimenti verso il padre. Egli scrisse una lettera a Perceval per IV III.1 T.° VI." a5 :