37o CRONOLOGIA STORICA vascelli della flotta, ne prese tre ai Francesi, che si dovettero bruciare; un quarto fu distrutto dai Francesi, e gli altri ripararono nella Carenta, ove si tentò inutilmente d’incen-diarli coi razzi alla congreve. Anche parecchie fregate rimasero distrutte. Nel Mediterràneo lord Collingwood, avendo proposto al generai Stuart, una spedizione contra le isole Ionie, venne ad ancorare il i.° ottobre nella rada del Zante una squadra con truppe a bordo. Il giorno dopo la?piazza capitolò, e pii dopo si arresero pure all’armi inglesi le altre isole, Corfù eccettuala. Il 23 ottobre, una squadra francese di tre vascelli di linea, due fregate, due corvette per condur una ventina di legni da trasporto, uscita essendo di Tolone, fu inseguita dal contrammiraglio Martin, che la raggiunse il dinanzi le bocche del Rodano. Due vascelli ruppero contra le spiaggie c furono bruciati dagli equipaggi, il terzo con una fregata entrarono nel porto di Cetta. La maggior parte dei legni da convoglio, fuggì, riparando nella baia di Roses in Catalogna. Nel 3o, vennero attaccati e in gran parte distrutti dagl’inglesi che per altro vi perdettero molta gente. In America, la colonia francese di Cajenna, venne il 3 gennaro presa dalle truppe britanniche e portoghesi combinate. Il 3o, l’ammiraglio sir Cochrane e il generai Prevosl, attaccarono la Martinica; e nel 24 febbraro se ne presero i forti. Il 6 luglio, si arrese agl’ Inglesi la città di San Domingo nella parte spagnuola di quest’isola, di cui erano ancora iti possesso i Francesi. Nel mese stesso vennero espugnati gli stabilimenti francesi al Senegai. Le differenze cogli Stati Uniti d’America, invece che ultimarsi all’amichevole, aveano al contrario preso un andamento anzi che no minaccioso. Nel i.° marzo, il congresso pubblicò un atto d’interdizione di entrare nei porti dell’unione a qualunque bastimento da guerra britannico o francese, e, dal 20 maggio in avanti, a qualunque legno che navigasse sotto la bandiera di una 0 l’altra di quelle due potenze; finalmente proibivasi con quell’atto, ogni commercio