DEI RE DI FRANCIA. di cui si coperse l’armata, fu prescritto con ordinanza 9 ottobre l’immediata ultimazione dell’arco trionfale delVEtoile. Il principi- guerriero pacificatore non giunse a Parigi che il 2 decembre. Fu accolto con generale entusiasmo, e la città di Parigi nel i5 decembre gli offerse una delle più belle feste che mai si fossero vedute. Frattanto agitavasi nel consiglio del re lo scioglimento della camera dei deputati, la convocazione dei collegii elettorali e il progetto di rinnovazione integrale e settennale colla modificazione dell’articolo trentasette della carta. Così gravi soggetti erano in preda alla polemica dei giornali, quando un’ordinanza 24 decembre pronunciò lo scioglimento della camera, e stabilì la riunione dei congressi elettorali al a5 febbraro e al 6 marzo, e l’apertura della sessione al 23 marzo. Un’ordinanza del 23 decembre avea nominato ventisette nuovi pari, tra cui trovavansi alcuni prelati, parecchi generali e tredici dei più distinti membri della camera dei deputati. 1824. La dissoluzione della camera dei deputati, i progetti annunciati nei giornali ministeriali, di presentare alla nuova camera alcune modificazioni all’articolo trentasette della carta, rendendo settennale quella camera; ridurre l’interesse delle rendite, e indennizzare gli emigrati, tenevano al principio de! 18^4 occupati tutti gli spiriti. La mobile attenzione della Francia diede ben tosto il tergo agli affari di Spagna per portarsi interamente su que’ gravi soggetti che più dappresso interessavano i diritti e la fortuna di gran numero di cittadini. Ciascun partito poneva tanto maggior calore nell’ apparecchiarsi al conflitto delle elezioni, quanto più aspettavano gli uni con timore, gli altri con ¡speranza ili veder la nuova camera adottare la settennalità, goderne la prima e discutere le importanti quistioni già abbandonate alla polemica dei giornali. Credette il ministero r impiegar tutti i mezzi d’influenza capaci ad assicurare la nomina dei candidati di sua scelta; e la più parte dei ministri nelle lor circolari ai pubblici funzionarii annunciavano altamente il governo non conferire impieghi se non per essere assecondato, e nulla più dovere a que’funzionarii che non lo appoggiassero con tutto il loro potere.