CRONOLOGIA STORICA la corte di Londra comunicò officialmente a lord Ilawke-sbury il trattato del i6decembre 1800, lagnandosi dell’embargo sui legni svedesi: dichiarò che tosto avesse la Gran Bretagna fatto render giustizia alla Svezia sulle sue reclamazioni rapporto ai convogli arrestati nel 1798 e la violazione di sua bandiera a Barcellona e levato l’embargo, riaprirebbe il re di Svezia con piacere i suoi porti al paviglione britannico; ma frattanto avea ordinato di porre embargo sui navigli inglesi che trovavansi nei porti svedesi. Rispose a questa nota lord Hawkesbury con una breve dichiarazione che diceva persistere la Gran Bretagna a riguardare la conclusione del trattato 16 decembre 1800 siccome misura ostile ; e il ministro di Svezia si allontanò da Londra. Mentre si preludeva in tal guisa alla guerra con note uffiziali, non avea la Danimarca usato rappresaglie relativamente all’embargo posto sui legni de’suoi sudditi nei porti inglesi. Non era quindi essa per anco in istato di ostilità aperta contra la corte di Londra. Ciò malgrado, alcuni capitani di fregate inglesi e corsari invasero il territorio della Norvegia, entrando colla forza in que’porli per prendervi navigli svedesi, e commettendo ogni sorta di violenze: essi a-givano dietro un’usanza alla quale si sono mai sempre mostrati fedeli. Il ministro di Danimarca, che non ancora avea lasciato Londra, fece lagni su di ciò al ministro britannico: questi pretendeva doversi in quel reclamo separare due oggetti affatto differenti: la punizione cioè dei capitani inglesi, e poi la restituzione dei bastimenti predati dalla Danimarca pretesi. Riconosceva la legittimità del reclamo quanto al primo punto, semprecchè fossero esatti i fatti ; ma quanto al secondo studiavasi di non pronunciare il suo voto, dichiarando che nelle circostanze attuali era impossibile al re della Gran Bretagna di entrare in veruna spiegazione; ma che se la mala intelligenza che sventuratamente sussisteva tra le due corti fosse levata, tali casi sarebbero allora portati davanti i tribunali, i quali pronuncierebbero dietro i principii dell’equità e in modo conforme al diritto delle genti. Alcuni giorni dopo, lord Hawkesbury modificò la dichiarazione, non più facendo dipendere dalla cessazione delle differenze che dividevano i due stati il rinvio della reclamazione ai tribunali, ma persistette in asserire che il governo britannico non avea alcun