CRONOLOGIA STORICA del parlamento, ed allo spirito delle sue operazioni, che Foratore, tranne uno special ordine della camera, informi il re, sia alla tribuna della camera dei pari, sia altrove, di quanto venisse proposto nella camera dei comuni da uno dei suui membri, o per via di bill, o in ogni altra forma, nè tampoco d’istruire il governo di qualsiasi dialogo, relativo a tali proposte, prima che sieno dalla camera adottate. » La discussione insorta su tale mozione, si aggirò precipuamente sul potere discreto accordato all’oratore nelle occasioni di cui iacea menzione, su di che vennero citati diversi esempli. Quanto al caso attuale, si menò anche lagno perchè l’oratore, nel suo addrizzo al principe reggente, avesse preteso di far intendere, che coloro i quali sostenevano il bill favorevole ai cattolici, avessero l’intenzione d’introdurre novità sovvertitrici delle leggi, che stanziavano essere il protestantismo base fondamentale della monarchia, del parlamento, e del governo della Gran Bretagna; la quale intenzione, dichiararono altamente i suoi membri, non essere giammai entrata nel loro spirito. La proposta fu rigettata da duecentosettantaquattro voti contra centosei. L’anno innanzi, avea la camera dei comuni fatto stampare un rapporto del comitato, incaricato d’occuparsi del commercio dei grani. Eransi passati in rivista due regolamenti, su cui si fondavano le leggi inglesi relative a tale argomento; l’uno, imponeva gravosi tributi sull’ importazione, e ne incoraggiava con premii l’esportazione; l’altro, facea dipendere dal prezzo medio delle granaglie, la facoltà di esportarle od importarle. 11 comitato propose di uniformarsi a quest’ultimo metodo, e di fissare altissimo il prezzo medio del grano, che dava regola per permetterne l’importazione, ed accordare la libera esportazione, sino a che non giungesse a tale ammonto. Essendo stati scorsi due successivi ricolti, carissimi erano i grani, e quando seppe il pubblico, che dovea presentarsi un bill conforme ai principii anunciati dal comitato, si sparsero vive inquietudini, specialmente nei cantoni di commercio e manifatture; ove s’immaginò, che l’interesse della classe industriale andasse ad esser del tutto sacrificato a quello dei proprietarii di terre, per porlo in istato di sostenere il prezzo dei loro affitti, di già considerevolmente aumentato. Giunsero quindi, tanto dalla