DEI RE D’INGHILTERRA l’ingiustizia del sistema adottato dalle potenze del Nord, chiudendo la nota col rammentar che giammai la Gran Bretagna, come lo avea già dichiarato, si assoggetterebbe a quelle pretensioni, e che i tentativi delle corone del Nord condurrebbero ad estremi spiacenti. E in una terza nota del i.° feb-braro lo stesso lord, dopo aver fatto conoscere la corrispondenza corsa tra i gabinetti di Londra e Petroburgo, annunciava non poter più la Russia riguardarsi come potenza neutra, perchè impegnata in aperta guerra colla Gran Bretagna prima ancora di aver conclusa la sua pace colla Francia; e terminava col dire che il re d’Inghilterra, riflettendo alle circostanze in cui si trovava l’Europa, vuole astenersi dal domandare al re di Prussia i soccorsi stipulati col trattato di alleanza segnato tra i due stati, ma che riguardava come avvenuto il caso preveduto in quell’atto, nè dubitava in questa nuova guerra di ricevere dal suo alleato le prove tutte di amicizia che poteano richiedere gli avvenimenti. Il 12 febbraro rispose il ministro prussiano con una nota assai energica; confutò le asserzioni usate da lord Carysford per rappresentare la lega del Nord come diretta a distruggere i trattati precedentemente conclusi colla Gran Bretagna, o prender contra questa ostili misure, e significava il suo rammarico pel partito violento e precipitato preso dalla corte di Londra contra le potenze marittime del Nord. Diceva essersi la Gran Bretagna arrogata nella guerra presente più che in ogni altra la supremazia dei mari, formandosi a suo beneplacito un codice navale cui sarebbe difficile conciliare coi veri principii del diritto delle genti: esercitar essa sulle nazioni amiche e neutre una giurisdizione usurpata, cui vuol spacciare come un diritto imprescrittibile sanzionato da tutti i tribunali d’Europa: non dover quindi sorprender che dopo tante vessazioni moltiplicate e reiterate, abbiano le potenze neutre concepito il disegno di opporsi a pretensioni tanto dannose al lor commercio, e stabilire a tal uopo un accordo bene ordinato per fissare i loro diritti e porsi in regola colle potenze belligeranti stesse: terminava il ministro col dichiarare avere il re suo signore rinvenuto nell’associazione marittima isuoi stessi principii, ed avervi formalmente acceduto. Questa nota rimase senza risposta. Il 4 marzo, il ministro plenipotenziario di Svezia presso P/IIL'T.’V.* 12*