CRONOLOGIA STORICA poi, avere il re ordinato di far conoscere al parlamento i trattati da lui conchiusi colle potenze estere; deplorò i sinistri sofferti da’suoi alleati, aggiungendo che, a scemarne il dolore, contribuivano le reiterate assicurazioni che dava l’imperatore di Russia di rimaner fedele nella sua alleanza colla Gran Bretagna; annunciò alla camera dei comuni aver ordinato di applicare al pubblico servigio la somma di un milione proveniente dalle tasse d’ammiragliato, a favor della corona; e finì raccomandando, giusta l’ usato, vigilanza e vigore per resistere ai progetti del nemico, unico mezzo per terminare la lotta attuale, in forma compatibile colla sicurezza ed indipendenza della patria, e col grado eh’essa teneva nel mondo. Quel discorso, come fu detto da lord Hawkesbury nella camera dei pari, era stato steso in termini tali, che davano a supporre non avesse a produrre veruna diversità di opinione sull’espressioni da usarsi nell’addrizzo di risposta; ma una frase, esprimente la persuasione in cui era il re che il parlamento nulla fosse per trascurare onde sostenere gli sforzi de’suoi alleati, somministrò ad ambe le camere il pretesto di proporre una modificazione, dichiarante che in ognuna di esse stavasi aprendo inquisizione sulle cause dei disastri provati dalle armate alleate della Gran Bretagna sul continente, in quanto almeno que’disastri avessero potuto procedere dalla condotta dei ministri regii. Per altro, tale modificazione, benché ne fosse stata fatta lettura in ciascuna camera, non venne presentata in fòjyna di proposta, allorché s’inteselo stato di salute già disperato del ministro, ch’era più fortemente interessato a difendere, e più adatto a giustificare abilmente le misure governative. Pitt trovavasi allora sul suo letto di morte, e già se ii’era sparsa la voce nella mattina del 21. Ridotto ad estremo sfinimento, dopo il suo ritorno dalle acque di Bath, che 11011 gli aveano menomamente giovato, fu agonizzante sino al 23,' in cui spirò alle quattro del mattino. Quel grand’uomo diplomatico contava l’anno suo qua* rantesimosettimo, ed avea tenute le redini del governo più lungamente di qualunque altro ministro, quelli eccettuati della regina Elisabetta; nessuno, come lui, avea goduto tanto di potere e di popolarità. Sfortunatamente egli si moriva in un